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Il 2024 si chiude come un anno straordinario per i progressi scientifici. Chi non si è emozionato davanti all’atterraggio verticale dei razzi Starship, un’impresa che promette di abbattere i costi dell’esplorazione spaziale? Oppure alla notizia di Lenacapavir, un farmaco innovativo che ha dimostrato un’efficacia quasi del 100% nella prevenzione dell’HIV?

Nel frattempo, le cellule CAR-T, già fondamentali nella cura dei tumori ematologici, hanno rivoluzionato anche il trattamento delle malattie autoimmuni, e l’intelligenza artificiale ha guadagnato sempre più terreno nella medicina, ridefinendo la diagnosi, il disegno di nuovi farmaci e la gestione degli studi clinici.

Ma non solo luci: anche qualche ombra accompagna la chiusura di quest’anno. Il rischio di una nuova pandemia influenzale ha innalzato l’allerta globale, lasciando presagire che il 2025 potrebbe essere cruciale per la risposta sanitaria internazionale.

Cosa ci riserverà allora l’anno che verrà? Nuovi farmaci contro l’obesità, tecnologie che leggono il pensiero e missioni spaziali con capacità mai viste sono solo alcune delle promesse per il futuro della scienza.

Secondo Nature, che come ogni anno ha stilato una lista delle innovazioni scientifiche più attese, il 2025 potrebbe sorprenderci ancora di più rispetto a quanto già visto nel 2024. Ecco le novità più significative.

Farmaci miracolosi contro l'obesità

Il 2025 promette di portare risultati per una nuova ondata di farmaci mirati all’obesità. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che al mondo ci siano 650 milioni di adulti obesi e 340 milioni tra bambini e adolescenti. I numeri dal 1975 ad oggi sono quadruplicati e continuano a salire. L’obesità aumenta il rischio di malattie come il diabete di tipo 2, ipertensione e ictus: le morti attribuibili a obesità e sovrappeso sono circa 4 milioni all’anno. 

Una nuova promettente classe di farmaci è rappresentata dagli agonisti del recettore di GPL-1, un ormone prodotto naturalmente dall’intestino in risposta al cibo. I farmaci imitano GPL-1, portando a un senso di sazietà prolungando e riducendo l’assunzione di cibo. 

Dopo i primi clamorosi successi messi a segno da questi farmaci, varie aziende farmaceutiche stanno sperimentando nuovi candidati più facili da produrre e potenzialmente più economici. Gli studi clinici di fase II e III proseguiranno per tutto il 2025. 

Preparazione alle pandemie

La pandemia di COVID-19 è ormai iniziata quasi cinque anni fa, ma per molti, il 2019 sembra essere l'anno in cui il tempo si è fermato: milioni di vittime, lockdown globali, ma anche lo sviluppo rapido di vaccini genetici di nuova generazione che hanno contribuito a ridurre i contagi e, soprattutto, i decessi.

Tuttavia, dopo la dichiarazione di fine pandemia nel maggio 2023, l'impegno a mantenere alta l'allerta si è affievolito, e gli sforzi compiuti finora si sono rivelati insufficienti. I paesi membri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) non sono riusciti a raggiungere, entro la scadenza di giugno 2024, un accordo sul trattato globale per le pandemie. Nel frattempo, ad agosto, l'OMS ha aggiornato la lista dei patogeni che potrebbero scatenare la prossima pandemia, includendo oltre 30 microorganismi.

Tra questi, il virus dell’influenza aviaria ha acquisito la capacità di infettare i mammiferi e si sta diffondendo negli allevamenti di bovini.

Un recente studio pubblicato su Science ha dimostrato che basta una singola mutazione perché il virus possa trasmettersi anche agli esseri umani. Questo patogeno potrebbe essere ancora più letale del COVID-19, che da solo ha messo sotto pressione i sistemi sanitari globali.

La domanda è una sola: riusciremo a fare tesoro di ciò che il COVID ci ha insegnato?

Macchine per leggere la mente

I pazienti tetraplegici o con sindrome locked-in sono prigionieri del loro corpo, completamente paralizzato o quasi: non possono muovere gli arti né parlare. Ma cosa succederebbe se una macchina potesse parlare e muoversi al posto loro?

Le interfacce cervello-computer (BCI) traducono gli impulsi elettrici del cervello, come se leggessero il pensiero, permettendo ai pazienti di controllare arti robotici o comunicare attraverso dispositivi digitali. La statunitense Neuralink è la società leader nel settore della tecnologia cerebrale, ma il 2025 potrebbe segnare l'ingresso di nuovi protagonisti in questo campo.

La Cina, per esempio, ha in programma di testare tecnologie BCI per applicazioni che spaziano dalla riabilitazione medica alla realtà virtuale. I primi risultati dei trial clinici, iniziati nel 2023, hanno dimostrato che un partecipante con lesioni al midollo spinale è riuscito a mangiare, bere e afferrare oggetti dopo nove mesi di utilizzo del dispositivo. Nel 2025, gli studi proseguiranno su scala più ampia.

Esplorazione dell'universo

Gli anni Venti di questo millennio hanno segnato l'inizio di una nuova corsa allo spazio, con l'ambizioso obiettivo di tornare sulla Luna dopo oltre 50 anni, e poi puntare verso Marte. Se questi traguardi non saranno raggiunti prima dei prossimi decenni, il 2025 si preannuncia comunque come un anno cruciale per le missioni lunari.

A gennaio, la compagnia giapponese ispace lancerà la missione Venture Moon, destinata a inviare un lander e un micro-rover sulla superficie lunare. Poco dopo, Intuitive Machines, società con sede a Houston, invierà un altro lander al polo sud lunare, per raccogliere campioni sotto la superficie tramite un trapano per il ghiaccio. Contemporaneamente, due missioni per studiare i venti solari partiranno nel 2025: la missione SMILE (Solar Wind Magnetosphere Ionosphere Link Explorer), in collaborazione tra l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l'Accademia delle Scienze Cinese, e la missione PUNCH (Polarimeter to Unify the Corona and Heliosphere) della NASA.

La più potente sorgente di neutroni

Il 2025 si preannuncia un anno entusiasmante per la fisica delle particelle. Nei prossimi mesi inizieranno le operazioni della European Spallation Source (ESS) a Lund in Svezia, che vedrà finalmente la luce dopo oltre dieci anni di costruzione.

ESS sarà la sorgente di neutroni più potente al mondo e permetterà di sondare la struttura dei materiali su scala molecolare e nucleare.

Ogni anno, si stima che tra 2.000 e 3.000 ricercatori provenienti da università, centri di ricerca e industria sfrutteranno le avanzate tecnologie dell’ESS. Questa struttura aprirà nuove frontiere in campi come nanotecnologie, scienze della vita, farmaceutica, ingegneria dei materiali e fisica sperimentale, ponendosi come un pilastro per le prossime scoperte scientifiche e tecnologiche.

30 anni di COP

La frase pronunciata da Greta Thunberg di fronte ai grandi del pianeta, «Voglio che agiate come se la casa stesse bruciando, perché lo sta facendo!» è un monito severo, ma realistico, in un mondo sempre più incalzato dalla crisi climatica.

Nel 2024, solo in Italia, sono stati registrati quasi 1900 eventi climatici estremi, con una media di oltre 7 al giorno, tra grandinate, nubifragi e tornado. Il 2024 si prefigura come l’anno più caldo mai registrato, con una media superiore di oltre 1,5 °C rispetto alle medie preindustriali.

Siamo pericolosamente vicini al punto di non ritorno, la soglia di 2 °C di riscaldamento globale rispetto ai livelli preindustriali stabilita dall’accordo di Parigi nel 2015.

Cosa accadrebbe se superassimo questa soglia? Le conseguenze sono difficili da prevedere, poiché entreremmo in un territorio inesplorato. Ma le proiezioni parlano chiaro: alluvioni, siccità, eventi estremi che oggi sembrano eccezioni potrebbero diventare la norma.

Il vertice sul clima COP30, che si terrà a novembre 2025 a Belém, in Brasile, segnerà il 30° anniversario dei negoziati internazionali sul clima. Un’occasione per tirare le somme a 10 anni dall’accordo di Parigi, nel paese che ospita la Foresta Amazzonica, il “polmone verde” del pianeta, e nell’anno in cui Donald Trump – noto per aver espresso in passato l’intenzione di ritirare gli Stati Uniti dagli accordi sul clima – inizierà il suo secondo mandato da presidente.

Durante l'incontro, i paesi sperano di finalizzare decisioni cruciali su come garantire 300 miliardi di dollari all’anno in finanziamenti per il clima, destinati ai paesi in via di sviluppo, entro il 2035 e proseguire i negoziati per un trattato internazionale sulla plastica.

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