L’uomo dall'alba dei tempi ha riconosciuto nel Sole la sua importanza per l’esistenza non solo di se stesso, ma anche di tutto ciò che lo circonda. Fin dalla preistoria, in molte culture antiche, il Sole era concepito come una divinità da venerare.
Ad esempio, nella religione egizia il dio del Sole Ra era tra i più importanti e si riteneva che il faraone stesso fosse suo figlio. Un altro esempio è nella mitologia greca, in cui il Sole è personificato da Helios, che con il suo carro d’oro attraversa il cielo scandendo il giorno dalla notte.
Il Sole fu protagonista anche in ambito letterario, musicale, artistico di diverse opere, oggetto di ispirazione e contemplazione nei secoli e oggigiorno.
Dal punto di vista scientifico grazie alla sua posizione, alla sua distanza e alle sue caratteristiche, tra i meriti più evidenti vi sono lo sviluppo della vita sulla Terra, la regolarizzazione del clima e il ciclo dell’acqua.
E se questo meraviglioso equilibrio si interrompesse da un momento all’altro?! Immaginiamo che il Sole si spenga all’improvviso, come una lampadina…
Terra senza Sole: che scenario si prospetterebbe sulla Terra?
Le prime conseguenze sarebbero visibili dopo otto minuti e venti secondi, ossia il tempo necessario agli ultimi raggi di luce solare per raggiungere la superficie terrestre. Poi, all’improvviso calerebbe il buio, anche la Luna non sarebbe più visibile, in quanto la luce che deriva da essa non è altro che luce riflessa del Sole.
Lo stesso destino della Luna è riservato agli altri pianeti del sistema solare osservabili dalla Terra: per esempio, Giove sarebbe illuminato per circa mezz’ora dopo la scomparsa del Sole, a causa del ritardo dei raggi solari su grandi distanze, ma successivamente scomparirebbe e il blackout sarebbe progressivo.
Entro pochi minuti dallo spegnimento del Sole, le temperature scenderebbero di 4-5 gradi nelle zone che erano illuminate, la fotosintesi si interromperebbe, e la maggior parte dei vegetali morirebbe entro poche settimane, causando problemi di sopravvivenza per tutto il mondo animale e l’interruzione della sintesi di ossigeno presente nell’atmosfera.
Entro il primo anno di assenza della luce del Sole, la temperatura media del nostro pianeta diminuirebbe progressivamente ogni mese. Sebbene le piante più grandi abbiano riserve di zuccheri sufficienti per sopravvivere al buio anche per anni, le temperature li porterebbero a congelarsi in poche settimane. Allo stesso modo, entro i primi mesi quasi tutti gli esseri viventi si estinguerebbero a causa del gelo.
Laddove vi sono aree geotermiche la vita resisterebbe un po’ più a lungo, grazie al calore che sprigionano derivante dall’elevata pressione a cui sono sottoposte le rocce sottoterra.
A tre anni di distanza dalla scomparsa del Sole, gli oceani sarebbero totalmente ghiacciati per chilometri in superficie, mentre al disotto si presenterebbero allo stato liquido, in quanto il ghiaccio ha una densità minore dell’acqua ed è un ottimo isolante termico. Questo consentirebbe all’acqua di permanere allo stato liquido sul nostro pianeta per miliardi di anni.
Per quanto riguarda la vita negli oceani la situazione è ben diversa da quella sulla Terra, in quanto alcuni organismi sottomarini non dipendono dal Sole per sopravvivere e i fondali marini sarebbero riscaldati dal calore proveniente dall’interno della Terra. Tuttavia, sopravviverebbero solo gli esseri viventi la cui alimentazione non dipende dai corpi in decomposizione provenienti dalla superficie.
Mentre ecosistemi subacquei come le sorgenti idrotermali sarebbero preservati, e organismi come i microbi chemiolitotrofi, capaci di convertire calore, metano e zolfo in energia, sopravviverebbero.
D’altro canto alcuni organismi estremofili (che vivono solo in condizioni estreme) e alcuni microrganismi psicrofili (che amano il freddo e vivono nei ghiacci) potrebbero rappresentare l’unica forma di vita in superficie per il resto dell’esistenza del pianeta Terra, tra questi vi sono compresi alcuni funghi antartici.
In superficie anche l’aria diventerebbe sempre più fredda, a dieci anni dallo spegnimento del Sole i gas che formano l’atmosfera si condenserebbero e dopo venti anni sarebbero completamente congelati.
Terra senza Sole: fantascienza o realtà?
Il Sole è attualmente in una lunga fase di stabilità, durante la quale l'astro genera energia attraverso la fusione, nel suo nucleo, dell'idrogeno in elio; e impiegherà circa 10 miliardi di anni per esaurire completamente l'idrogeno nel suo nucleo.
Attualmente si trova a circa metà di questo processo, e al termine di questo periodo di stabilità, il Sole entrerà in una fase di forte instabilità che prende il nome di gigante rossa, caratterizzato da una fusione dell'idrogeno negli strati superiori.
Man mano che le reazioni nucleari avverranno la Stella cambierà la sua composizione fino a quando i prodotti di fusione non sono impiegabili in nuovi cicli termonucleari, e quindi si accumuleranno inerti nel nucleo.
Entro 7,8 miliardi di anni, esaurito ogni processo termonucleare, il Sole rilascerà i suoi strati più esterni, creando una nebulosa planetaria; le parti più interne collasseranno e daranno origine ad una nana bianca, che lentamente si raffredderà fino a diventare, nel corso di centinaia di miliardi di anni, una nana nera.
Quindi il Sole può spegnersi come una lampadina?
La risposta è negativa, il Sole ha una vita ben designata e nota, oggetto di studio di molti scienziati per decenni. Lo scenario apocalittico sopra descritto può prendere vita solo nei più fantasiosi film e libri di fantascienza, dove i protagonisti sono in continua lotta per la sopravvivenza, e solo i più ingegnosi e flessibili al cambiamento possono garantirsi l’esistenza in un ambiente così alieno rispetto a come si presenta oggi la Terra.
