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Alieni invasori: non solo fantascienza

Come il topo domestico, specie aliena invasiva, minaccia la sopravvivenza degli uccelli marini: il caso delle isole di Gough e Marion.

Tra i vari problemi che la nostra specie ha apportato agli ecosistemi non ci sono solo quelli diretti, come inquinamento dell’aria, del suolo e delle acque, la deforestazione, la perdita di habitat, ma anche alcuni indiretti, come la diffusione di specie aliene invasive.

Con l’espansione su tutto il globo, sapiens, di fatto specie “aliena” invasiva fuori dal suo continente di nascita, l’Africa, ha portato con sé, più o meno consapevolmente, anche diverse piante e animali. In certi casi è stata una questione di sopravvivenza, come nel caso delle specie domestiche, in altri solo di circostanze.

Ma che si intende per specie aliena invasiva?

Si tratta di tutte quelle specie di animali e di vegetali trasferite dall’uomo al di fuori del loro areale naturale, che hanno un tasso di riproduzione e di sopravvivenza talmente alto da soppiantare le specie autoctone, minando fortemente la biodiversità locale.

Questo è vero soprattutto nei territori insulari, che hanno ecosistemi unici e spesso chiusi, dove le specie autoctone non hanno mezzi per contrastare quelle aliene.

Un esempio celebre è quello dell’Australia, dove conigli e dromedari sono ormai specie fuori controllo.

I danni causati dal Mus musculus agli uccelli marini dell’Isola di Gough e dell’Isola di Marion

In realtà molti di noi hanno sentito parlare di nutrie, gambero della Louisiana, o, più di recente, del granchio blu, ma ci sono alcune specie, che ci sembrano insospettabili perché evolutesi con noi, nostre commensali alle volte, come gatti domestici, ratti e topi, che sono particolarmente dannose, soprattutto per gli uccelli, di cui predano uova e pulcini.

Tra queste Mus musculus, il topo domestico, è il “protagonista” di un articolo pubblicato sulla rivista Biological Invasions da parte di un team di ricercatori sudafricani e britannici.

Il gruppo si è occupato negli ultimi anni dei danni causati dai topi introdotti dall’uomo agli uccelli marini dell’Isola di Gough e dell’Isola di Marion nell’Oceano Atlantico meridionale e nell’Oceano indiano meridionale.

Queste isole ospitano infatti diverse importanti colonie, ma i topi ne minacciano l’esistenza e sono stati rilevati attacchi non solo ai pulcini, ma anche agli adulti.

Il primo attacco di topi contro uccelli marini adulti è stato registrato sull’atollo di Midway nella stagione riproduttiva 2015-2016, quando 42 albatross di Laysan (Phoebastria immutabilis) e albatros dai piedi neri (P. nigripes) adulti furono uccisi e 480 feriti. La stagione successiva, il numero è salito a 242 adulti uccisi e 1.218 feriti (Duhr et al. 2019).

Il gruppo di lavoro descrive, poi, come a Gough nel 2021 siano stati osservati tre albatros di Tristan (Diomedea dabbenena) – specie in grave pericolo di estinzione – con tipici segni di morsi; a cui ha fatto seguito la morte di uno degli individui.

Nel 2023, i biologi hanno trovato due albatros urlatori (Diomedea exulans) feriti e otto morti sull’isola di Marion. I segni erano inequivocabili: attacchi da parte dei topi.

Entrambe le specie di uccelli marini sono tra i più grandi uccelli volanti sulla terra e, da adulti, erano precedentemente considerati relativamente al sicuro dai topi, essendo molto più grandi e pesanti di loro. Consideriamo, infatti, che gli albatros urlatori hanno un’apertura alare anche di 3 metri di ampiezza e possono raggiungere gli 11 kg.

Delle specie più piccole di albatros, invece, era già noto che cadono regolarmente vittime dei roditori.

Poiché normalmente vivono su isole prive di predatori e in mare aperto, gli albatros non hanno sviluppato adeguate misure di difesa. Quando vengono attaccati dai topi affamati nei loro nidi, gli adulti rimangono feriti, e a volte uccisi, i pulcini invece vengono predati.

Poiché gli albatros allevano al massimo un pulcino a stagione ma vivono a lungo, la perdita di individui in età riproduttiva è significativa.

I ricercatori sono quindi preoccupati per la popolazione degli albatros in queste zone: Gough è l’unico luogo di riproduzione degli albatros di Tristan, l’isola Marion ospita un quarto della popolazione mondiale di albatros urlatori, entrambi minacciati a livello globale.

Inoltre, anche se i topi non uccidono sempre direttamente gli uccelli adulti, dopo un attacco questi possono comunque morire perché non più in grado di prendere il volo, o per le infezioni causate dai morsi.

Nel 2021 il primo esperimento di eradicazione dei topi a Gough

Per proteggere gli uccelli marini di Gough, nel 2021 è stato fatto un tentativo di eradicare i topi con il veleno. L’esperimento ne ridusse drasticamente la presenza, ma alcuni esemplari sopravvissero comunque.

La stagione riproduttiva 2022 e 2023 è stata quindi più proficua per molte specie, ma i roditori si stanno già riproducendo e mangiano di nuovo uova e pulcini.

Occorre infatti ricordare che il Mus musculus ha un tasso di riproduzione sorprendente, durante tutto l’anno. Le femmine possono partorire e rimanere nuovamente gravide pressoché in continuazione, arrivando fino a quindici parti annuali.

È ovvio che gli albatros non possono competere con loro, senza l’intervento da parte dell’uomo.

Non è ancora chiaro se avrà luogo un nuovo tentativo di eradicazione. Un’operazione di controllo sarà effettuata sull’isola di Marion nel 2026, a condizione che siano disponibili le risorse finanziarie necessarie. I ricercatori sottolineano come: «Prima i topi verranno rimossi da questi fragili ecosistemi insulari, prima si riprenderanno!».

Fonti:

1. Connan, M., Jones, C.W., Risi, M.M. et al. First evidence of mouse predation killing adult great albatrosses. Biol Invasions (2023).
2. Duhr M, Flint EN, Hunter SA, Taylor RV, Flanders B, Howald G, Norwood D, Control of house mice preying on adult albatrosses at Midway Atoll National Wildlife Refuge. (2019) In: Veitch CR, Clout MN, Martin AR, Russel JC, West CJ (eds) Island Invasives: scaling up to meet the challenge. Occasional Paper SSC no. 62. IUCN, Gland, Switzerland, pp 21–25

Cover Foto di Nick Fewings su Unsplash.

Alice Mosconi
Conservation Scientist e Paleoantropologa molecolare, da Firenze vola a Berlino per l’Erasmus. Qui lascia i banconi e i camici di laboratorio per seguire la sua grande passione: la divulgazione scientifica. Muove i primi passi in questo campo con il lockdown 2020, dedicando la sua pagina Instagram a post e storie esplicativi su evoluzione e materiali per le opere d’arte, poi inizia a collaborare con associazioni e riviste scientifiche, convinta che la conoscenza è utile solo se condivisa.

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