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Anno nuovo, scienza nuova: ecco le tecnologie da tenere d’occhio nel 2023

È l’inizio del nuovo anno, un momento di bilanci e buoni propositi, anche per la scienza.

Cosa ci porterà il 2023 e soprattutto sarà degno dell’anno appena trascorso, così ricco di traguardi scientifici, dal telescopio spaziale James Webb alla prima volta che abbiamo deviato la traiettoria di un asteroide, dalle promesse per nuovi vaccini a intelligenze artificiali sempre più creative?

Il nuovo anno probabilmente non avrà nulla da invidiare al precedente, riuscirà a stupirci allo stesso modo, forse addirittura di più. La prestigiosa rivista Nature ha stilato come di consueto una rassegna delle tecnologie da tenere d’occhio nel 2023: un elenco di innovazioni che potrebbero rivoluzionare il nostro modo di fare scienza, curare patologie complesse, affrontare la crisi climatica ed energetica e forse anche cambiare il mondo.

Vaccini di nuova generazione

Sono tre anni ormai che il virus SARS-CoV-2 circola per il mondo, ma rispetto ai primi mesi siamo più preparati ad affrontare le nuove ondate di infezioni. Merito di nuove varianti più “leggere” rispetto al virus degli esordi, ma anche e soprattutto della campagna vaccinale, che ha cambiato radicalmente il destino della pandemia. I nuovi vaccini sono stati prodotti in tempi record, grazie a tecnologie di nuovissima generazione che nel mezzo di un’emergenza sanitaria senza precedenti hanno dimostrato al mondo intero il loro potenziale.

La pandemia Covid-19 è stata un trampolino di lancio, ma oggi la ricerca sui vaccini a RNA messaggero (mRNA) è proiettata al futuro, non solo verso le nuove varianti del coronavirus, ma anche verso nuove patologie.

L’azienda BioNTech, già produttrice insieme a Pfizer di un vaccino a mRNA per il Covid-19, inizierà nei primi mesi del 2023 la sperimentazione clinica di altri 3 vaccini, contro malaria, tubercolosi e herpes genitale. Non è da meno l’azienda Moderna, l’altra capofila dei vaccini contro SARS-CoV-2, che nel prossimo anno lancerà altri due candidati vaccini a mRNA contro l’herpes genitale e l’herpes Zoster.

Elenco dei patogeni

Nel 2012 il saggista e divulgatore scientifico David Quammen nel suo libro “Spillover” immaginava “The Next Big One”, l’epidemia prossima ventura che avrebbe colpito il mondo. Il virus avrebbe avuto origine in un animale selvatico, probabilmente un pipistrello, in Cina o nella foresta pluviale, e avrebbe poi contagiato l’uomo. Sette anni dopo, il mondo si è trovato ad affrontare uno scenario molto simile a quello descritto nel libro.

Le pandemie saranno sempre più probabili e frequenti: in natura esisterebbero 1,7 milioni di virus ancora non scoperti nel mondo animale e almeno la metà, potrebbero trasferirsi all’uomo.

Sarà fondamentale farci trovare pronti, identificando le zone a rischio e i patogeni che potrebbero infettare l’uomo e dare vita a scenari pandemici. Uno dei buoni propositi per il 2023 per l’Organizzazione Mondiale della Sanità è quello di pubblicare una lista di patogeni che potrebbero causare dei focolai in futuro. Al progetto collaboreranno circa 300 scienziati, che passeranno in rassegna almeno 25 famiglie virali e batteriche gettando le basi per nuovi vaccini, trattamenti e test diagnostici.

Terapie a base di CRISPR

Il 2023 si prospetta un anno decisamente interessante per le terapie basate sull’editing genomico e il sistema CRISPR-Cas. Scoperta nel 2012, questa tecnologia permette di operare sul DNA come se fosse un bisturi e lo sperimentatore fosse il chirurgo, correggendo le mutazioni alla base di malattie genetiche.

Lo scorso anno, i risultati di un trial clinico su due malattie del sangue, la beta-talassemia e l’anemia falciforme, hanno poggiato una pietra miliare nella strada verso l’autorizzazione di queste terapie. Il farmaco si chiama exagamglogene autotemcel (exa-cel) e sfrutta la tecnologia CRISPR-Cas per modificare il DNA delle cellule progenitrici dei globuli rossi isolate dai pazienti Le cellule sane vengono poi re-infuse perché producano cellule ematiche mature sane e funzionanti.

Nel 2023, a 11 anni dalla sua scoperta, la Food and Drug Administration (FDA) potrebbe autorizzare sul mercato la prima terapia basata su CRISPR-Cas.

La speranza è che sarà solo la prima di una lunga serie, che potrà cambiare la vita dei pazienti con malattie genetiche croniche.

Farmaci contro l’Alzheimer

In Italia ogni anno sono circa 80.000 i nuovi casi di Alzheimer, nel mondo 10 milioni. Numeri destinati a crescere nel prossimo futuro, poiché l’età media della popolazione è in costante aumento.

Nei prossimi mesi e anni, la ricerca sull’Alzheimer, che colpisce 55 milioni di persone in tutto il mondo, avrà un ruolo sempre più importante e porterà sulla scena nuovi farmaci in grado di rallentare la progressione della malattia.

Al momento sono in fase di sperimentazione clinica più di 100 candidati farmaci, ma quello che ha suscitato più interesse nel 2022 è Lecanemab, un anticorpo monoclonale che agisce sugli aggregati di beta-amiloide, la proteina che si accumula nel cervello delle persone affette da Alzheimer. A settembre la società farmaceutica giapponese Eisai e l’azienda statunitense Biogen hanno annunciato i risultati di uno studio clinico di Fase III su 1795 persone, in cui il farmaco ha rallentato in maniera significativa (ma modesta) il declino cognitivo dei pazienti.

Nei primi mesi del 2023, il farmaco potrebbe finalmente essere disponibile per i malati di Alzheimer. Un piccolo passo verso la cura di questa patologia, purtroppo ancora lontana.     

Altre innovazioni

Il 2023 sarà pieno di sorprese anche per chi vive con gli occhi perennemente al cielo. Nuove spettacolari immagini giungeranno dallo spazio grazie a telescopi sempre più potenti, come il celebre James Webb Space Telescope, che in questi ultimi mesi ci ha mostrato come mai prima d’ora le meraviglie dell’universo.

Quello che viene sarà anche un anno cruciale nel cammino che riporterà l’uomo sulla Luna: nuove missioni esploreranno la superficie del nostro satellite nel corso del 2023, ancora senza equipaggio, nell’attesa di vedere di nuovo un essere umano passeggiare tra i crateri lunari. Nel campo della fisica delle particelle, invece, nuovi esperimenti potrebbero sfidare il cosiddetto “modello standard”: una finestra per osservare la realtà alla scala più piccola che conosciamo.

Erika Salvatori
Erika Salvatori è una ricercatrice in immunoncologia e una science writer freelance. Con una laurea in Biotecnologie e un Master in Giornalismo Scientifico, è riuscita a coniugare le sue due più grandi passioni: la scienza e la scrittura. La sua attività di ricercatrice la porta a toccare con mano lo sconfinato mondo delle terapie biotecnologiche avanzate e della medicina personalizzata. La giornalista che è in lei non vede l'ora di raccontare quello che impara ogni giorno sul futuro della scienza e della medicina.

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