Altri risultati...

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
post

Tempo di lettura: 6 minuti

Le differenze di genere tra uomini e donne sono da sempre state un argomento molto discusso: si parla di differenze biologiche, psicologiche e sociali. Uno studio americano ha di recente scoperto differenze di genere anche nella composizione batterica della placca dentale.

I ricercatori dell'Università dell'Aquila, in collaborazione con la Case Western Reserve University di Cleveland, hanno pubblicato i risultati dello studio sulla rivista JCI Insight.

Rita Del Pinto, prima autrice dello studio e Professoressa associata di Medicina Interna all'Università dell'Aquila, e Davide Pietropaoli, senior author e Professore associato in Medicina Traslazionale presso lo stesso Ateneo, ci raccontano di più su quella che viene ora definita l’odontoiatria di genere.

Lo studio sull’odontoiatria di genere

Professoressa, come è stato condotto questo studio e a quali risultati ha condotto?

«In questa metanalisi abbiamo aggregato dati microbiologici e clinici relativi a 643 individui da sette studi internazionali ed utilizzato diversi approcci statistici per individuare possibili differenze di genere nella composizione della flora batterica della saliva e della placca dentale –  sia quella presente sulla superficie del dente, sia quella sottogengivale, ossia a più diretto contatto con il sistema immunitario – in condizioni di buona salute orale ed in corso di parodontite. 

Abbiamo osservato che, rispetto agli uomini, le donne presentavano una maggiore abbondanza di alcuni batteri patogeni nella placca, una disparità accompagnata da una ridotta diversità batterica e ulteriormente aggravata dal fumo di sigaretta. Indipendentemente dalle abitudini tabagiche, questa divergenza basata sul sesso era particolarmente evidente in corso di parodontite a livello della nicchia sottogengivale, un sito a più stretto contatto con il sistema immunitario dell'ospite.

A supporto dell'ipotesi che tale disbiosi "di genere" possa avere un impatto sul sistema immunitario, abbiamo evidenziato un'attivazione immunitaria, in termini di abbondanza di anticorpi specifici contro i batteri parodontali, unica delle donne affette da parodontite.

Il nostro studio suggerisce che nel cavo orale sono riconoscibili comunità microbiche distinte in base al sesso dell’ospite e che il sistema immunitario interagisce con le medesime in modo diverso a seconda del sesso, contribuendo potenzialmente alle variazioni osservate nel fenotipo individuale non solo in termini di patologia orale, ma anche di salute sistemica.»

Differenze di genere in odontoiatria

Quali sono le differenze di genere a livello estetico, biologico e biochimico nel sorriso della donna e dell’uomo?

«Le donne tendono ad avere sorrisi più ampi e arcate dentarie più visibili. Gli uomini, invece, mostrano meno denti durante il sorriso e hanno una linea del sorriso più piatta. Differenze negli ormoni sessuali influiscono sulla struttura ossea mascellare e mandibolare e sulla salute delle mucose, così che, ad esempio, le donne diventano più suscettibili allo sviluppo di gengiviti durante fasi di fluttuazioni ormonali, come la gravidanza o la menopausa. Come evidenziato nel nostro lavoro, poi, differenze ormonali possono modulare il microbiota orale e la risposta immunitaria, con potenziali effetti sullo stato di salute parodontale.

L'aspetto dei denti e il sorriso hanno un notevole impatto sull'attrattiva del viso, giocando un ruolo importante nell'interazione sociale. I giudizi basati sull'estetica dentale, infatti, influenzano anche quelli legati alla personalità e alle qualità psicologiche e intellettuali, tanto che un sorriso esteticamente piacevole è considerato un fattore sociale vantaggioso. Nella società contemporanea, poi, i social media e i mezzi di comunicazione tradizionali enfatizzano particolarmente il ruolo dell'estetica dentofacciale. L’aspetto sociale del sorriso ne offre una ulteriore possibilità di declinazione di genere, in quanto le evidenze ci dicono che la percezione dell’importanza dell’estetica orofacciale ai fini del benessere sociale e psicologico ed in termini di qualità della vita sia superiore tra le donne rispetto agli uomini.»

Influenza delle differenze di genere

Le differenze di genere possono influenzare diversi aspetti. Ce ne elenca alcuni?

Lo sviluppo delle malattie e la risposta immunitaria e psicologica ad esse


«Numerosi studi hanno dimostrato che le differenze di genere influenzano la suscettibilità alle malattie, la loro manifestazione clinica e la risposta alle terapie. Le donne tendono a sviluppare una risposta immunitaria più marcata, sia innata che adattativa, rispetto agli uomini. In ambito odontoiatrico, se questa iperattività immunitaria da un lato rappresenta una protezione contro infezioni orali, dall’altro può aumentare il rischio di sviluppare condizioni autoimmuni, anche ad espressività locale.

Le risposte psicologiche alle patologie, inoltre, sembrano differire per genere: le donne sono spesso più attente ai segnali del corpo e più propense a cercare un supporto professionale, mentre gli uomini tendono a sottovalutare i sintomi e a posticipare la cura.»

La capacità economica di far fronte alle spese per le cure dentarie


«Le dinamiche socio-economiche legate al genere possono influenzare significativamente l’accesso alle cure odontoiatriche. Sebbene il divario economico tra uomini e donne si stia progressivamente riducendo, permangono differenze, in particolare in contesti in cui la donna ricopre ruoli di cura familiare o lavora part-time. Tuttavia, la letteratura e l’esperienza clinica suggeriscono che le donne, nonostante una potenziale minore disponibilità economica, tendono a considerare la salute orale una priorità personale e familiare. Questo si traduce in una maggiore propensione a pianificare visite regolari e ad affrontare, anche con sacrifici, i costi delle cure preventive e conservative.»

L’attenzione e la propensione alla cura dentale


«Le differenze di genere si riflettono anche nel comportamento rispetto alla cura della propria salute orale. Le donne, in generale, mostrano una maggiore attenzione alla prevenzione: si recano più spesso dal dentista per controlli di routine, mantengono migliori abitudini di igiene domiciliare e sono più sensibili all’aspetto estetico del sorriso.

Gli uomini, al contrario, tendono ad accedere alle cure in modo più reattivo, ovvero solo quando insorge un problema acuto.

Questa differenza non è soltanto culturale, ma anche psicologica, e riflette una diversa percezione del benessere personale e dell’impatto sociale del sorriso.»

Il sorriso nel tempo


«Il sorriso subisce trasformazioni con l’avanzare dell’età, influenzate anche dal genere. Nelle donne, la maggiore attenzione alla cura estetica – che si traduce in una più regolare manutenzione professionale e domiciliare – permette spesso di conservare più a lungo un sorriso armonico e “giovanile”.

Negli uomini, invece, si osserva più frequentemente una progressiva trascuratezza, che può portare a una maggiore usura dentale, discromie e perdita di elementi dentari, con un impatto anche sull’apertura del sorriso e sulla percezione di sé.

Si tratta di dinamiche che riflettono atteggiamenti culturali radicati, ma in parte superabili attraverso una corretta educazione alla prevenzione.»

Prevenzione e cura del sorriso fin dall’età pediatrica

Da che età e in che modo prendersi cura del proprio cavo orale?
«L’educazione alla salute orale dovrebbe iniziare precocemente, idealmente già intorno ai 3 anni. In questa fase, i bambini iniziano a sviluppare abitudini che possono influenzare la salute della bocca per tutta la vita.

È fondamentale affiancarli nel lavaggio quotidiano dei denti, prediligere un’alimentazione povera di zuccheri semplici e abituarli a visite regolari dal dentista, anche in assenza di sintomi.»

Quanto è importante inserire un approccio informativo già a partire dalla scuola dell’infanzia?
«Introdurre nozioni di igiene orale già nella scuola dell’infanzia è una strategia estremamente efficace per instillare nei bambini la consapevolezza dell’importanza della salute orale.»

Attraverso il gioco, il racconto e l’esperienza diretta, si può creare un legame positivo con il concetto di cura di sé, prevenendo in modo significativo le patologie dentali più comuni, come carie e gengiviti.

La figura del dentista: come è cambiata la figura dell’odontoiatra nel tempo?

«Negli ultimi decenni, la figura dell’odontoiatra ha vissuto un’evoluzione profonda. Se un tempo era percepito prevalentemente come un “tecnico” incaricato di risolvere situazioni dolorose, oggi il dentista è un professionista sanitario con un approccio globale al paziente.

La prevenzione, l’estetica, la comunicazione empatica e la comprensione dei bisogni psicologici del paziente sono diventati aspetti centrali della pratica odontoiatrica moderna.

Questo cambiamento ha reso l’ambiente dello studio dentistico un luogo sempre più accogliente e centrato sulla persona.»

Scenari attuali e futuri

Stop alla paura del dentista: sedazione cosciente, l’ultima frontiera!

«La sedazione cosciente rappresenta una delle innovazioni più importanti in odontoiatria contemporanea.

Si tratta di una tecnica minimamente invasiva, che permette al paziente di affrontare le cure in uno stato di rilassamento profondo, mantenendo la coscienza e la collaborazione. È particolarmente indicata per pazienti ansiosi, bambini, o individui con esperienze negative pregresse.

La sua efficacia nel ridurre l’ansia migliora non solo l’esperienza del paziente, ma anche la qualità e l’efficienza del trattamento, aprendo la strada ad una nuova visione della cura, centrata sulla serenità e sul benessere della persona.»

magnifiercrosschevron-uparrow-leftarrow-right