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Tempo di lettura: 6 minuti

Tra le numerose specie animali che si possono tenere e allevare in casa, il ratto è una delle più sorprendenti e meno conosciute.

Questo animale, spesso vittima di pregiudizi per via di miti, leggende e una lunga convivenza complessa con l’uomo, ha un ruolo importante nella storia della medicina, nelle credenze popolari e nella vita urbana e agricola.

La sua immagine negativa è spesso legata ad alcune caratteristiche fisiche che suscitano una reazione istintiva di rifiuto: dalla coda lunga e nuda, al colore grigio e alla capacità di formare colonie numerose e invasive in ambienti antropizzati.

Tuttavia, a chi sceglie di conoscerlo meglio, il ratto domestico rivela qualità sorprendenti: è un animale affettuoso, estremamente intelligente e, contrariamente a quanto si pensa, pulito e delicato.

Il ratto domestico, conosciuto scientificamente come Rattus norvegicus, è un roditore miomorfo originario delle regioni asiatiche, in particolare della Cina settentrionale, della Mongolia e della Siberia sudorientale. Grazie alla sua straordinaria capacità di adattamento e a una dieta molto varia, si è diffuso in tutto il mondo, soprattutto tramite i commerci marittimi. In natura, questo animale trova il suo habitat ideale in prossimità di fiumi, laghi e zone umide, ma è anche perfettamente a suo agio in ambienti urbani come fogne e discariche, dove l’abbondanza di cibo e la quasi totale assenza di predatori ne favoriscono la proliferazione.

La domesticazione del ratto iniziò all’incirca all’inizio del XIX secolo in Inghilterra, quando venivano allevati come prede per l’addestramento dei cani Terrier, impiegati in attività di caccia e lotta. In seguito, grazie a selezioni che ne modificarono aspetto e colorazioni, i ratti iniziarono a essere apprezzati anche come animali da compagnia.

Biologia del ratto

I ratti sono animali prevalentemente notturni, ma riescono a adattare i loro ritmi a quelli dei loro proprietari. Molto socievoli, vivono in colonie e amano scavare sia per cercare cibo sia per migliorare il loro rifugio. Ricordiamoci quindi che questo animale ha la necessità di vivere con almeno un altro coinquilino/a, in quanto potrebbe andare incontro a solitudine e successiva depressione.

La vita media di un ratto domestico è di circa 3 anni; i maschi adulti pesano generalmente tra i 450 e i 520 grammi, mentre le femmine si presentano più piccole, con un peso che varia tra i 250 e i 300 grammi. A differenza dei maschi, quest’ultime hanno un mantello più liscio, non emanano odori intensi e raramente marcano il territorio.

Accoglienza in casa del ratto

Quando accogliamo un ratto in casa, è essenziale sistemarlo subito nel suo nuovo ambiente con cibo, acqua e un rifugio sicuro dove possa nascondersi. Evitiamo di stressarlo con troppe attenzioni iniziali e lasciamolo ambientarsi con calma, così potremo costruire gradualmente un legame reciproco e positivo.

Per aiutarlo a familiarizzare con noi, possiamo lasciare nel suo nido una maglia che abbiamo indossato, così da fargli conoscere il nostro odore. La nostra voce è importante: parliamogli in tono dolce, evitando rumori forti e movimenti bruschi. Anche il suono del bacio può spaventarlo, meglio avvicinarsi con del cibo, così da creare un’associazione positiva.

Dopo i primi giorni, possiamo passare al contatto diretto. Una tecnica utile è il “bagging,” che consiste nel tenere il ratto, da solo o con un compagno, in un sacchetto di stoffa o nella tasca della felpa o nel cappuccio: questo lo farà sentire protetto e al sicuro durante la fase di conoscenza. Una volta conquistata la sua fiducia, potremmo farlo uscire liberamente dalla gabbia. 

Maneggiati con cura, i ratti si rivelano ottimi compagni: docili, intelligenti e desiderosi di interagire con il loro umano, portando allo sviluppo di un forte legame; amando il tempo passato vicino a chi si prende cura di loro. È importante prenderli con delicatezza, sostenendo torace e zampe posteriori. Di solito, non mordono e si abituano facilmente al contatto, soprattutto se premiati con piccoli spuntini.

Alloggio ideale per il ratto domestico

La scelta della gabbia è fondamentale per garantire ai ratti uno stile di vita adeguato. Questi devono essere alloggiati in gabbie spaziose e ben ventilate; per due esemplari, le misure minime consigliate sono 80x50x50 cm. Le gabbie in metallo con sbarre zincate sono preferibili, mentre quelle in vetro, plastica o plexiglass non sono ideali, poiché la scarsa areazione può causare problemi respiratori. Essendo animali dall’apparato respiratorio sensibile, l’alloggio deve essere ben pulito e facilmente accessibile per la manutenzione.

Questi animali amano arrampicarsi, quindi una gabbia sviluppata in altezza è ideale. Preferiscono temperature intorno ai 22°C (con un range di 18-27°C) e umidità del 30-70%, evitando ambienti troppo caldi che possono causare disidratazione.

Il fondo della gabbia deve essere pieno, per evitare lesioni alle zampe, e va dotato di un nido (come una scatola) con carta morbida per imbottitura. 

La pulizia della gabbia è essenziale: lettiere come quella in canapa sono altamente assorbenti. Il materiale va cambiato settimanalmente e pulito giornalmente a “spot” (anche con un panno umido) per rimuovere i residui di urina che possono irritare le vie respiratorie. Evitate detergenti forti o profumati, poiché possono indurre il ratto a urinare di più per coprire l’odore.

L’arredamento della gabbia aiuta a evitare la noia e lo stress. Ripiani aggiuntivi aumentano lo spazio per muoversi, mentre amache, nidi (come gli “Sputnik”), e scatole di cartone sono ottimi rifugi. Posizionate toilette su ogni ripiano; tenderanno a scegliere i loro punti preferiti per i bisogni, spesso vicino al cibo o ai nidi. Adorano tunnel e nascondigli per sentirsi sicuri e avere vie di fuga in caso di conflitti. Potete usare tubi di cartone o bottiglie di plastica. Per stimolare la loro curiosità, includete giochi di attività mentale come palline con cibo nascosto o corde intrecciate per creare percorsi sospesi.

La regola fondamentale è usare la fantasia! Create un ambiente vario e stimolante per questi piccoli amici, che vi ripagheranno con la loro gratitudine e vivacità.

Alimentazione del ratto

I ratti sono roditori principalmente granivori, ma la loro grande capacità di adattamento li ha portati, nel corso dell’evoluzione, a diventare onnivori e a nutrirsi di una vasta gamma di alimenti. In commercio si trovano mangimi specifici, bilanciati nel contenuto di grassi e proteine. Questi alimenti sono per lo più secchi, come mix di cereali e semi o crocchette apposite, ma è importante integrare anche con verdure fresche.

Le verdure che possono essere somministrate ogni giorno includono insalata, cicoria, zucchine e cetriolo. Ogni tre giorni si possono aggiungere rucola, bietola, carote, cavoli, spinaci, trifoglio, finocchio e sedano. Più raramente, si possono dare pomodori maturi, peperoni, broccoli, cavolfiori, fagiolini, legumi cotti e frutta.

Uscite quotidiane del ratto domestico

Quando sono liberi, questi roditori devono essere costantemente sorvegliati: sono animali molto curiosi, con un forte istinto di esplorazione e raccolta. L’ideale è permettere loro di uscire in orari serali, in linea con il loro ritmo crepuscolare, e consentire un’uscita spontanea dalla gabbia per farli sentire sicuri. Assicuratevi che l’ambiente sia a prova di fuga e privo di oggetti pericolosi come fili elettrici o piante tossiche.

Durante le uscite, potete stimolarli con piccoli premi (max il 5% della dieta, come frutta, verdura o semi) o persino la loro razione abituale di cibo, preferibilmente offerta la sera per creare una routine. Sebbene come già menzionato i ratti si adeguino al nostro stile di vita, cerchiamo di non sconvolgere completamente il loro bioritmo.

Cure veterinarie del ratto

I ratti non richiedono vaccinazioni specifiche, ma è essenziale programmare una prima visita veterinaria per verificarne lo stato di salute, la nutrizione, il sesso e la maturità sessuale. Quest’ultimo controllo è importante per evitare sorprese, come gravidanze indesiderate. È consigliabile anche un esame delle feci per identificare e trattare tempestivamente eventuali parassiti interni.

La sterilizzazione è una pratica comune per questa specie. Nelle femmine, si consiglia di effettuare l’intervento tra i 4 e i 6 mesi di età, per ridurre il rischio di tumori mammari e altre patologie dell’apparato riproduttivo. Esiste anche un impianto per la sterilizzazione chimica, un’alternativa all’intervento chirurgico che richiede un’iniezione annuale o ogni 18 mesi.

Sono consigliate due visite di controllo all’anno; sintomi come inappetenza, difficoltà respiratorie e letargia richiedono un intervento tempestivo. Possiedono inoltre una ghiandola lacrimale chiamata ghiandola di Harder, che produce un secreto rossastro (porfirina). In condizioni di salute normali, la porfirina non è visibile grazie alla costante pulizia dell’animale. In caso di stress o malessere, tuttavia, il secreto può aumentare, dando l’impressione che l’animale “sanguini” dagli occhi.

In conclusione, questi piccoli amici vi sorprenderanno con la loro intelligenza e curiosità, mostrando un affetto sincero e profondo.

Tuttavia, come per ogni adozione, è fondamentale non prendere alla leggera la decisione. È essenziale valutare se si è pronti ad affrontare l’impegno necessario, considerando tutte le esigenze dei roditori e il tempo che richiedono per vivere in modo sano ed equilibrato. Ricordiamo sempre che il benessere mentale di un animale è altrettanto importante di quello fisico.

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