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Tempo di lettura: 7 minuti

Pamela Elwes, Yoga & Meditation coach, insegna tecniche di rilassamento corpo e mente come metodi di Stress-Release per la prevenzione e la cura spirituale durante la malattia.

Pamela: «Lo yoga oncologico è uno yoga che usa un linguaggio molto specifico e che va a lavorare con il subconscio per aiutare i pazienti a sentire di nuovo il controllo della situazione, a sentirsi più forti e resilienti. 

È uno yoga riabilitativo che permette di rinforzare il sistema immunitario, il sistema linfatico, circolatorio, muscolare.»

Lo yoga oncologico è rivolto a persone che stanno attraversando o hanno attraversato un percorso di malattia oncologica, il che richiede una formazione specifica sugli effetti fisici della malattia e dei suoi trattamenti. Può essere fatto quando il medico curante ne dia il suo benestare.

«Generalmente può essere fatto durante le terapie prendendo in considerazione la situazione fisica del paziente. Spesso dopo alcune terapie il corpo è particolarmente affaticato e indolenzito e quindi in quei giorni è consigliabile il riposo.

Nei giorni in cui il paziente si sente meglio è molto utile praticare yoga perché aiuta a rinforzare il sistema immunitario e a rilasciare le tossine del corpo: ciò diminuisce gli effetti delle terapie e permette ai pazienti di riprendersi più velocemente e avere meno sintomi.

Si dorme meglio e si rinforza il corpo e il sistema immunitario, anche durante le terapie.»

Pamela, come ti sei avvicinata allo yoga oncologico?

«È accaduto tutto per caso, che caso poi non è. Direi che mi è arrivato per Grazia. Un giorno durante il Covid ho guardato il cielo e ho letteralmente ringraziato Dio a voce alta per tutte le benedizioni che avevo (salute, lavoro, famiglia) pensando che dovevo restituire tutto questo bene.

Pochi minuti dopo ho incontrato una persona che mi ha chiesto di aiutare dei pazienti oncologici con delle lezioni di yoga sulla sedia.» 

Yoga per i caregiver: dare sostegno al sostegno

I caregiver, ossia chi accompagna e sostiene, sia dal punto di vista pratico che emotivo, i propri cari nel percorso oncologico, spesso e volentieri diventano invisibili, sottovalutando i propri bisogni.

«Il corso di Yoga per i caregiver è importantissimo e spesso sottovalutato. Avere vicino una persona con una malattia può avere un impatto emotivo molto profondo sui familiari delle persone ammalate.

Lo yoga per caregiver aiuta queste persone a ritrovare loro uno stato di calma interiore in modo da poter accompagnare al meglio e con più forza e serenità i pazienti. I pazienti stessi si sentono più compresi e accompagnati in questo percorso avendo di fianco una o un caregiver che ha avuto un sostegno e che è quindi in grado di affrontare i momenti difficili della malattia con maggior calma e serenità.»

La prima lezione di Yoga oncologico: dove e come

Pamela collabora attualmente con LILT, la Lega italiana per la lotta ai tumori, svolgendo le proprie lezioni nella loro sede di Monza, in Lombardia, presso un poliambulatorio specializzato nella diagnosi e prevenzione della malattia. Le sedute di yoga oncologico si svolgono all’interno della struttura, in una palestra attrezzata per consentire lezioni in massima sicurezza.

Esiste anche la possibilità di fare lezioni individuali stabilendo con i pazienti la location più comoda per entrambi. 

Insieme a Pamela andiamo a scoprire come avviene una prima lezione di yoga oncologico.

Prima della lezione viene effettuato un colloquio iniziale che permette all’insegnante di suddividere i partecipanti in gruppi sulla base delle proprie capacità fisiche del momento: «Il colloquio iniziale con me è fondamentale non solo per suddividere le persone in gruppi ma per capire se ci sono certe complicazioni dovute alle terapie o gli interventi, per poter evitare certi esercizi e fare degli esercizi mirati per quelle persone in particolare.»

Per rendere la pratica confortevole si utilizzano molti strumenti di sostegno per le gambe, la colonna e il capo, come materassini morbidi, copertine e mattoncini.

«I sostegni permettono non solo di fare gli esercizi in sicurezza ma servono anche per equilibrare il sistema nervoso.» 

Gli esercizi vengono svolti molto lentamente e adattati in modo tale che tutti possano svolgerli in comodità ed agio.

«…Per esempio il Saluto al Sole tradizionale viene adattato: si utilizzano una sedia oppure dei blocchi in modo che non ci sia fatica per le articolazioni. Adatto sempre le posizioni in modo che venga fatto un lavoro che aiuti la flessibilità del corpo, permettendo di rinforzare la muscolatura corporea e di acquisire maggior equilibrio.» 

Oltre agli esercizi fisici Pamela ricorda sempre, durante le sue lezioni, l’importanza del respiro, fondamentale per permettere al sistema nervoso di calmarsi e trovare giovamento sia fisico che mentale. 

La musica

Pamela non utilizza la musica nelle sue lezioni, nonostante le piaccia molto e sia consapevole del suo grande potere evocativo: «Io sono una purista.

I miei Maestri si attenevano agli insegnamenti tramandati dai loro Maestri. La musica è una distrazione. La musica ti porta fuori, non ti permettere di ascoltare il silenzio interiore.

Utilizzo soltanto degli strumenti come campane tibetane o cimbali nelle mie lezioni che con la loro vibrazione aiutano a vibrare ogni cellula del corpo creando una sensazione di calma e connessione totale.» 

«Mi piace molto la musica ma se devo essere sincera sono spesso in silenzio. A casa raramente la accendo. Capisco la sua “potenza” e spesso mi capita di fare un “tuffo” immediato nel passato quando sento certe canzoni, il che ovviamente ha un effetto sulle mie emozioni. Trovo che sia quindi uno strumento molto potente che “entra” per altri canali.»

Benefici dello Yoga oncologico

Lo yoga è una terapia complementare a quella medico-farmacologica che aiuta nella riabilitazione fisica ed emotiva. I benefici che si traggono sono davvero tantissimi, a livello fisico, mentale e sociale.

Le sessioni di yoga rinforzano il corpo fisico aiutando gradualmente il paziente a recuperare più forza e autonomia, migliorando di gran lunga la qualità della sua vita. 

A beneficiarne sono molteplici distretti: muscolare, articolare, linfatico ed emozionale.

La flessibilità articolare migliora, la muscolatura e le ossa si rinforzano, il flusso della linfa è più fluido, permettendo di eliminare scorie e tossine accumulate.

L’infiammazione cronica corporea si riduce, la sensazione di fatica e dolore viene a diminuire e si migliora la qualità del sonno, così come spiega Pamela:

«Si riducono la stanchezza fisica e la sensazione di fatigue che spesso accompagna il processo oncologico. Il movimento gentile abbinato al respiro aiuta a ridurre il dolore. A livello mentale ed emotivo si impara a calmare la mente riuscendo a dormire meglio e permettendo al corpo di rigenerarsi.» 

Lo yoga oncologico inoltre permette una riconnessione emotiva e sociale, Pamela:

«Questa disciplina permette di entrare in contatto con il proprio corpo e con le proprie emozioni, in modo compassionevole e gentile.

Ci si permette di dialogare e fare pace non solo con il corpo che spesso non si riconosce più, ma soprattutto con le proprie emozioni e con il senso di smarrimento e solitudine che comporta un processo oncologico.

Per di più, le sedute di gruppo di yoga oncologico permettono alle persone di trovarsi con altre persone con cui poter condividere le proprie emozioni e i propri vissuti, sentendosi accolte e comprese.

Ogni seduta è una riconnessione e un lasciar andare che permettono alla paziente o al paziente di trovare uno stato di calma e serenità mentali, per affrontare al meglio il presente e il futuro con maggior coraggio e forza.»

Mini guida sulle pratiche yoga

Yoga gentile, chair yoga, restorative yoga, meditazione.

Pamela ci fornisce una breve guida, super compatta, utile a capire e scegliere la tipologia di yoga più adatta ad ognuno di noi.

Yoga gentile:

Una pratica leggera che aiuta ad equilibrare il sistema nervoso rinforzando, allungando e rilassando il corpo e la mente attraverso il movimento abbinato al respiro.

Si sciolgono le tensioni del corpo in modo graduale e gentile per poter assumere diverse posizioni in piedi, seduti e sdraiati aiutando a rinforzare ed elasticizzare il corpo. Vengono utilizzati supporti come blocchi, coperte e cinture per rendere la pratica adatta a tutte le esigenze. Ogni lezione termina con un rilassamento corpo-mente portando la persona ad uno stato di equilibrio psicofisico totale. 

Chair Yoga:

Una pratica sulla sedia adatta a chi ha qualche impedimento fisico o per chi preferisce avere il supporto di una sedia in modo da non doversi alzare da terra o sostare in piedi a lungo. La sedia è un supporto fisico e psicologico che aiuta a svolgere la lezione in completa sicurezza. Guidati dal respiro, i movimenti svolti sulla sedia rinforzano la muscolatura e portano flessibilità ed equilibrio creando una connessione profonda fra mente e corpo, portando la persona in uno stato di calma e rilassamento totale. Ogni seduta finisce con esercizi di respirazione per aiutare ad espandere la propria energia ed una breve meditazione per calmare i pensieri. 

Restorative Yoga:

Una pratica svolta quasi interamente per terra con il supporto di coperte e cuscini per permettere al corpo di sentirsi sostenuto ed in questo modo sciogliere ogni tensione fisica e mentale portando la persona ad un rilassamento profondo

Vengono svolti leggerissimi allungamenti e scioglimenti delle articolazioni, alternati a momenti di immobilità, per permettere al corpo di rilassare ogni tensione, portando la persona in uno stato di connessione profonda con le proprie sensazioni mentali e fisiche. Il movimento gentile aiuta a rinforzare il sistema linfatico e muscolare permettendo di rilasciare tossine e tensioni trattenute nel corpo. Il rilassamento finale aiuta a calmare le mente portando il paziente ad avere un senso di pace ed equilibrio psicofisico.

Meditazione:

Una pratica per imparare a rallentare il flusso dei pensieri e portare la persona ad uno stato di calma e connessione profonda con il proprio essere. Le sedute vengono svolte sulla sedia per permettere al corpo di essere sostenuto e di non sperimentare alcun dolore e difficoltà, in questo modo la mente può rilassarsi completamente. Si impara a dare alla mente la nuova abitudine a rallentare in modo che la persona possa entrare in connessione profonda con il proprio sentire, semplicemente osservando e lasciando andare i pensieri e trovando uno stato di silenzio e calma profonda.

Infine chiediamo a Pamela di condividere con noi una frase speciale: «La luce vince».

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