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Tempo di lettura: 4 minuti

Cosa si cela dietro alla posa prorompente e accattivante delle modelle e delle influencer dei top brand della Fashion Industry?

Per ottenere solo una di queste immagini si passa attraverso un iter lungo e complesso, a partire dalla scelta della Model Agency a cui comunicare le proprie esigenze  (tipo di modella richiesta, vision aziendale, obiettivo della campagna), per poi proseguire alla scansione attenta degli innumerevoli pack di modelle disponibili in città, quindi finire con i casting per le fortunate prescelte.

Il tutto non si ferma qui, anche la scelta del fotografo e della sua troupe non è affare da poco, in quanto questi ultimi devono essere in grado di far loro la vision del brand commissionante.

Aggiungiamo inoltre le figure professionali della stylist, dell’assistente di produzione, del video maker, del social media manager, della make up artist e della hair stylist.

Una volta terminato il lavoro, tra le migliaia di foto prodotte, vi è la scelta della foto per la campagna (sì, avete capito bene, sarà una quella scelta tra le mille scattate!), la post produzione e tutto il lavoro di social media marketing per la sponsorizzazione.

Un mondo meraviglioso penserete, ebbene sì, in effetti lo è, ma nell’era attuale, dove tutto scorre così velocemente, il tempo è prezioso, e, mentre la fotografia tradizionale deve affermarsi ancor di più nel suo compito di cristallizzare il tempo, c’è chi questo tempo non ce l’ha o non lo vuole più spendere.

Dire addio a scouting difficoltosi, lunghi casting, ore e ore di shooting fotografici e problemi operativi oggi è diventato possibile: l’ha fatto Inai Model, la prima Virtual Model Agency giapponese, (dove l’aggettivo Virtual si riferisce alle modelle e non all’agenzia!) e propone modelle virtuali create con appositi software AI.

Anche The Clueless, un’agenzia di modelle di Barcellona, ha creato la prima AI influencer al mondo: si chiama Aitana Lopez, ed è una modella spagnola creata interamente dall’intelligenza artificiale, una vera e propria musa che rompe le barriere e ridefinisce la realtà. Nata a Barcellona, ha 26 anni: morbidi capelli rosa le accarezzano le spalle, e un corpo atletico si scorge da mini top e skinny pants.

Aitana è una giovane donna indipendente appassionata di fitness e di videogiochi con circa 400 mila follower sul suo official profile di Instagram (fit-aitana) e un guadagno di circa 10 mila dollari al mese.

Aitana sul suo profilo propone post di foto e di tanti, tantissimi video, che la ritraggono al risveglio al mattino, nelle sue skin-care routine, durante le sue colazioni proteiche, nelle sue sessioni di fitness o mentre si diverte con le amiche.

È disponibile anche a rispondere alle tue domande, come le influencer tradizionali: «Chiedimi quello che vuoi» appare nelle boxes delle Instagram stories.

«Perchè sei stata creata?» chiedono i follower.

«Mi hanno creata perché il mondo necessita di qualcosa di nuovo. Voglio dimostrare che il futuro è già qui e in un mondo di influencer dove nulla è reale io sono un AI e non lo nascondo.» 

E quando le chiedono se sta rubando il lavoro alle influencer reali lei risponde così: 

Le influencer reali hanno la loro magia ed io ho la mia, siamo due mondi distinti.

«Loro raccontano la propria storia e io racconto la mia, ogni giorno. C’è spazio per tutte! Però non lo nego, io sono qui per cambiare le regole degli umani mortali.» 

È Rubén Cruz, founder di The Clueless e designer di Aitana Lopez, il quale ha sottolineato che Aitana sia nata dalla necessità di sopperire a perdite finanziarie dell’agenzia a causa delle cancellazioni di progetti e a problemi di modelle reali.

Un avatar digitale avrebbe potuto svolgere i compiti di una modella tradizionale senza mancare a nessun appuntamento.

Effettivamente le AI influencer non presentano tutte le implicazioni di tipo umano connesse quali contratti, budget, imprevisti, compensi.

E infatti i top brand hanno già ingaggiato le prime virtual influencer per le loro campagne!

Lil Miquela è una influencer di 19 anni con 2,4 milioni di follower su Instagram, occhi di ghiaccio, ciglia lunghissime, frangetta corta e chignon laterali, una morettina tutto pepe che ha già lavorato per Prada, Diesel, Moncler e Chanel.

Noonoouri invece è la prescelta da Dior, capelli corvini lunghi e lucidi, pelle di porcellana, occhi grandi, un vero e proprio mix tra una ragazza reale e un avatar.

Il fotografo inglese Cameron-James Wilson è il creatore della bellissima AI model di colore Shudu, che alle varie domande con implicazioni etico morali risponde: «Se ti influenza e ti comunica contenuti interessanti,  perché formalizzarsi sul concetto di realtà?» 

E allora noi ci chiediamo come mai queste modelle piacciano così tanto ai consumatori.

Probabilmente per la loro caratteristica di poter unire sogno e realtà?

Oppure per la mania umana di onnipotenza nel poter arrivare a creare e controllare tutto? La cosiddetta hybris nell’accezione della Grecia antica?

E mentre le aziende si strofinano le mani di fronte ai digital native (Millennial e Generazione Z), i loro principali fruitori in termini di click, noi qualche domanda invece ce la poniamo. 

Quando tutti i problemi operativi cesseranno di esistere, quando la perfezione estetica regnerà sovrana e l’imperfezione (che ci rende così unici e reali!) cesserà di esistere, quando l’essere umano potrà arrivare a controllare e a gestire prodotti umani da lui creati, cosa rimarrà?

Quale sarà il concetto di realtà? Come distingueremo il vero dal reale (se ci interesserà ancora farlo)?

Come cambierà il nostro sistema neurale se tutto potrà essere controllato e pianificato, se non vi saranno più sfide né sconfitte, se non esisteranno più imperfezioni e tutto apparirà noiosamente omologato?

Ci sono però alcune cose che mancano alle nostre bellissime e impeccabili virtual influencer, e sono l’anima, la memoria del vissuto, le emozioni, la possibilità di contatto fisico e il concetto di morale, e queste non potranno essere mai create da nessun tipo di Artificial Intelligence.

Si spera.

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