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Tempo di lettura: 8 minuti

«Fondamentalmente lo yoga ci insegna a fermare la mente, ad acquietarla. 

Soltanto con una mente calma possiamo connetterci con la totalità di quello che siamo: spirito, corpo e mente, per imparare a connettere e ad unire queste tre parti di noi.

È un’unione con tutto ciò che esiste, e questo approccio ci porta a vivere la vita e affrontare le sue difficoltà con maggior serenità.»

Pamela Elwes, Yoga & Meditation coach, insegna tecniche di rilassamento corpo e mente come metodi di Stress-Release per la prevenzione e la cura spirituale durante la malattia.

Si è avvicinata allo yoga inizialmente perché aveva il desiderio di lavorare con i bambini, con i quali aveva sempre operato da giovane nei campus estivi e negli asili nidi.

«La mia vita però mi ha portato a studiare altro. Se mi fossi ascoltata davvero avrei dovuto studiare pedagogia ma ero giovane e non mi sapevo ascoltare. Non avendo quindi un titolo di studio che mi permettesse di lavorare con i bambini ho intrapreso il percorso di formazione come insegnante di yoga per bambini presso un centro olistico di Milano.»

Il suo primo approccio in questo mondo è stato infatti proprio quello dell’insegnamento della disciplina ai bambini, formandosi presso l’A.Y.I.B (Associazione Yoga Italiana Bambini-Milano).

«Aiutare i bambini a rimanere connessi è davvero uno strumento prezioso per la loro vita. Quando ho iniziato non lo sapevo, o forse in fondo lo sapevo ma… Non sapevo di saperlo!

Ai bambini che vengono ai miei corsi insegno a contattare le loro emozioni e a conoscere il loro corpo, osservare il proprio respiro e calmare la loro mente. Tutto ovviamente attraverso il gioco e le favole. 

Loro mi hanno insegnato che sanno già tutto. È tutto ancora dentro di loro, non ancora offuscato dalla paura e dal buio. Noi adulti fatichiamo a trovare quella dimensione, loro la trovano subito.» 

Dopo qualche viaggio in India e 180 ore di training presso la Himalayan yoga Tradition di Swami Rama a Rishikesh, si è diplomata come insegnante Yoga Ratna presso la Scuola quadriennale S.I.Y.R. di Gabriella Cella.

Ha proseguito la sua formazione certificandosi come insegnante yoga per pazienti oncologici presso la Fundacion Radika di Barcellona, ove inoltre ha conseguito la certificazione per l’insegnamento di Yoga sensibile al trauma.

La guida spirituale, la missione

La sua è una storia molto particolare, caratterizzata da un viaggio interiore ricco e lungo.

«Io cercavo. Cercavo una guida. Ero andata da uno psicologo da 5 anni senza alcun risultato. Cercavo qualcos’altro. Qualcosa di più profondo ma non sapevo che cosa.»

È da questo profondo sentire, relativo a qualcosa dentro sé al quale ancora non sapeva ancora dar voce, che Pamela si avvicina, pian piano, grazie ad una guida spirituale, al mondo dello yoga e della meditazione.

«Il nominativo di questa donna mi è stato dato da un bambino indiano, adottato, amico di mio figlio all’asilo nido, di cui ho frequentato i genitori solo per pochissimo tempo, un paio di mesi al massimo, giusto per avere il contatto di questa donna.

Era un segnale. So che non è stato un caso. Era destino.» 

Pamela, a quel tempo, lavorava nel frenetico campo della moda, un ambiente che non la nutriva più da tempo ormai. Ci ha messo molto tempo a lasciare del tutto il lavoro, ha iniziato dapprima a rallentare piano piano, con la richiesta di un part-time, e poi facendo smart working, fino a che «non mi sono sentita pronta per fare il grande salto.» 

«È stato il mio corpo che mi ha costretto a lasciare il vecchio lavoro. Avevo dolori ovunque. Lo stress del fare un lavoro che non mi riempiva più e l’ambiente che era poco autentico mi intossicavano pian piano. Per di più l’azienda per la quale lavoravo aveva dei programmi per me che non erano assolutamente allineati con quello che desideravo dalla vita.»

Quando le chiediamo quale sia stato il segnale che la sua vita doveva cambiare ci risponde parlando di come sia finalmente riuscita ad entrare in contatto con il suo corpo e le sue vere emozioni:

«Entrando quindi piano piano in contatto con le mie emozioni e con il sentire del mio corpo, connettendomi ai segnali che mi arrivavano, come a confermare che sarebbe andato tutto bene, ho fatto il salto.»

In realtà racconta di avere dei ricordi di infanzia che le fanno capire di aver iniziato presto a collegarsi con questo mondo interiore, ma di averci messo un po' a comprenderlo consapevolmente. 

Ci racconta come, una sera, prima di addormentarsi, il suo pensiero andò ad una sua guida spirituale, della tradizione Himalayana. Tra sé e sé si diceva: «dovrei scrivergli e chiedergli cosa fare, se faccio bene o male a prendere questa decisione, se andrà tutto bene…» e si addormentò con questo pensiero.

«Il mattino dopo mi sono seduta sul letto. Respiravo a occhi chiusi pensando... Dopo gli scrivo… erano mesi che non lo sentivo. Ho acceso il mio cellulare e avevo casualmente ricevuto un suo messaggio. Questa è stata la conferma. E così presi la decisione.»

Pamela praticava già meditazione ed era incamminata verso un percorso spirituale. Lo step più logico per lei era quello di arrivare allo yoga. «A volte si fa il contrario, si inizia dallo yoga per poi avvicinarsi alla meditazione e alla spiritualità! Il mio è stato un cammino all’indietro, mi piace pensare che sia stato un ritorno. Ci sono arrivata grazie ai bambini e non avrei mai immaginato che sarebbe stato il mio cammino. La mia missione.»

A quella che definisce la sua missione Pamela ci arriva grazie ad una figura molto importante della sua vita, una guida spirituale che l’ha aperta a quella che lei definisce la dimensione reale del cuore e della luce. 

«Un giorno ho incontrato per caso una donna che sarebbe diventata la mia guida e guaritrice per tantissimi anni iniziandomi verso il mondo della meditazione. Con lei ho imparato la meditazione, a sentire e richiamare la luce e fondamentalmente a credere a qualcosa che va oltre di noi.»

Pamela inizia il suo cambiamento a piccoli ma enormi passi. Dal momento in cui aveva scoperto di essere incinta aveva iniziato a voler consapevolmente guarire per il bimbo che portava in grembo. «Una mamma serena per poter aiutare lui ad essere sereno.»

Credi che sia stata questa guida a cercarti o viceversa? Le chiediamo. 

«Credo entrambi.»

La spiritualità

«Mentre sto scrivendo queste parole ho appena guardato il calendario che ho di Swami Rama, Maestro Himalayano, che giusto oggi dice: To be Spiritual means to be aware of the Reality all the time.

Ecco, questo è per me la pratica spirituale. Rimanere connesso con questa certezza anche quando la certezza non c’è.»

È con queste parole che Pamela ci descrive il significato di pratica spirituale, definendola come una connessione con il sentire profondo che spesso trascuriamo, proprio perché troppo alle prese con le nostre paure e i nostri traumi. 

«Le pratiche spirituali per me sono i rituali che ho imparato grazie ai tanti bravissimi Maestri che ho avuto, quelle che mi permettono di connettermi con questa energia così profonda di pace che a momenti sento così presente, come se vedessi oltre, ma poi sparisce quando entro nella paura. 

Penso che la pratica spirituale sia davvero tutto quello che facciamo quotidianamente per rimanere connesse con questo sapere.»

Il viaggio

Sul suo sito Pamela parla molto dei suoi viaggi e di quanto siano stati fondamentali nella sua vita. 

Dal Canada, al Messico, dall’Inghilterra agli Stati Uniti, dalla Francia all’Italia: si definisce cittadina del mondo.

«Una volta quando mi lamentavo del non sentire le mie radici una mia amica mi ha detto: ma come? Tu sei radicata ovunque! Ed è proprio questo il significato del viaggio credo: sentirsi a casa ovunque si è.»

Grazie ai suoi viaggi in India, a contatto con i Maestri Himalayani, e a quanto appreso dalla sua Maestra e mentore, Gabriella Cella, Pamela ci racconta quale sia stato il viaggio più importante della sua vita:

«Dopo tantissimi anni di pratiche spirituali e lavoro interiore, ho capito che il viaggio più illuminante è il viaggio dentro di sé. Sono stati i miei maestri a darmi gli strumenti per poter intraprendere questo Viaggio (con la V maiuscola!)»

Respiro, Prana e connessione interiore

«Simbolicamente, per me, imparare a respirare significa riconnettersi con la nostra vera essenza, ritornare in questo stato puro dell’amore.» 

Nella pratica dello yoga tutto ruota attorno al concetto di respiro, che Pamela definisce la bussola delle nostre emozioni. Respiro ed emozioni sono fortemente connessi, l’uno influenza le altre e viceversa.

Ci siamo mai chiesti come respiriamo?

Quando si è sotto stress, per esempio, si respira male, si trattiene il respiro o si respira di petto. Imparando a conoscere il respiro e a controllarlo si riesce a sbloccare la propria energia vitale: 

«Il nostro prana, la nostra energia vitale, viaggia dentro di noi attraverso il respiro. Contattando il nostro respiro è davvero come se contattassimo la profondità del nostro essere permettendo a questa energia vitale di fluire liberamente, nutrendo corpo e mente.» spiega Pamela. 

La Meditazione è per tutti?

«La meditazione è come accendere la luce in una stanza buia. Se accendi la luce potrai vedere la polvere nella stanza. Se non l’accendi la polvere comunque rimane e magari porta a vivere in modo poco equilibrato la propria esistenza.

La meditazione è dunque per chiunque sia pronto ad accendere quella luce, a vedere quella polvere e ad accogliere quello che c’è e lavorare per rendere la stanza pulita». 

Quando chiediamo a Pamela se è vero che alla meditazione ci si arrivi con molto esercizio e preparazione e che non sia pratica per tutti ci spiega che in realtà si tratta di una pratica per tutti coloro che vogliano entrare in contatto con parti si sé inconsce ed inesplorate che non permettono di vivere la vita nella gioia.

«Meditare significa silenziare la mente in modo da permetterci di contattare questa vastità che è fuori e dentro di noi. Per avvicinarsi alla meditazione servono dei Maestri o insegnanti che ci diano gli strumenti che ci aiutino ad arrivare in questo stato di calma e quiete mentale, in questo silenzio appunto. 

Più uno medita più uno riesce a vivere la propria vita senza essere travolto dalle emozioni. Ovviamente siamo umani e quindi le emozioni arrivano a volte come uragani. La pratica regolare della meditazione ti aiuta a ritrovare il tuo centro più facilmente anche dopo l’uragano. Ci vogliono coraggio, determinazione e disciplina, che non sono di tutti.» 

Cosa vuol dire “fare yoga”

«Siamo uno spirito, incarnato in questo corpo con una mente. 

Per me lo yoga è una medicina che va presa a vita per mantenere il corpo e la mente in uno stato di equilibrio psicofisico.»

Per Pamela le pratiche dello yoga eseguite con disciplina e determinazione, ci consentono di ritornare in uno stato interiore sempre più vicino ai fondamenti dello yoga e a ricordarci che siamo questo: la non violenza, l’autenticità, la generosità, il non attaccamento, l’onestà, la purezza, la fede nel divino, la gratitudine. «Mi sono sempre chiesta perché i fondamenti dello Yoga Sutra di Patanjali, Maestro Hindu che ha codificato per la prima volta i precetti dello yoga, fossero messi all’inizio come base di partenza di questa disciplina, quando invece secondo me ci si poteva arrivare soltanto dopo aver appunto intrapreso un lungo cammino spirituale.

Probabilmente, e l’ho capito strada facendo, sono alla base dello yoga perché la nostra vera essenza è quello che siamo senza tutti i nostri attaccamenti e avversioni: siamo spirito e quindi possediamo già tutte queste qualità dentro di noi.»

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