Ogni anno, nel mondo, vengono prodotti centinaia di milioni di tonnellate di plastica. Questa enorme quantità di materiale, onnipresente nei supermercati e negli imballaggi di prodotti, genera montagne di rifiuti difficili da smaltire. Le porzioni pronte all’uso, spesso confezionate in plastica, contribuiscono all’inquinamento dei mari e all’accumulo di materiali non biodegradabili nell’ambiente. La necessità di una soluzione sostenibile è quindi più urgente che mai.
Relicta: una startup rivoluzionaria dalla Sardegna
Chi sono i fondatori di Relicta?
La chiave per un futuro più sostenibile potrebbe trovarsi in Sardegna. Relicta è una startup nata da cinque giovani talenti di Sassari: Mariangela Melino, Davide Sanna, Giovanni Conti, Andrea Farina e Matteo Sanna.
Il team si è formato all'interno del Contamination Lab dell’Università di Sassari, unendo competenze provenienti da ambiti diversi. Questa diversità è stata fondamentale per la creazione di una bioplastica unica nel suo genere.
Cosa rende unica la bioplastica di Relicta
La bioplastica prodotta da Relicta è realizzata a partire da scarti industriali di pesce, come lische e pelle, riducendo lo spreco di risorse e promuovendo l'economia circolare.
Questo materiale innovativo presenta caratteristiche straordinarie!
- Autosmaltimento: si dissolve a contatto con l'acqua, impiegando 20 giorni nel mare o a temperatura ambiente e pochi secondi con acqua bollente.
- Sicurezza Ambientale: non è dannosa per flora e fauna.
- Resistenza e Praticità: è inodore, trasparente, resistente alla pioggia e al congelamento.
Mariangela Melino, co-fondatrice e direttrice finanziaria di Relicta racconta come il materiale sia stato ideato dal ricercatore Davide Sanna e al team si sono subito aggiunti Giovanni Conti, Andrea Farina, Matteo Sanna: «Il gruppo ha messo insieme persone appartenenti a studi e mondi totalmente diversi».
La loro bioplastica si comporta a tutti gli effetti come una normale plastica. Il materiale di Relicta nasce da lische e pelle di salmone: «È totalmente inodore oltre che trasparente.
Si scioglie se immersa nell’acqua. Nel mare o a temperatura ambiente impiega 20 giorni, con l’acqua bollente pochi secondi.
Però non succede niente se bagnata dalla pioggia o messa nel freezer. Non è una plastica dannosa per fauna e flora».
Tradotto: è il materiale dei sogni!
L’impatto di Relicta sull’economia circolare
La bioplastica di Relicta ha già catturato l’attenzione di media e grandi imprese a livello internazionale. Il progetto si è dimostrato un esempio virtuoso di economia circolare, trasformando rifiuti organici in una risorsa preziosa. La startup ha già ottenuto il sostegno di tre grandi colossi finanziatori e sta dialogando con aziende di rilievo mondiale.
Successo oltre i confini
Come accade spesso, il successo di Relicta ha trovato terreno fertile fuori dalla Sardegna. Tuttavia, anche nella loro terra natale, la startup sta cominciando a ricevere il riconoscimento che merita. La firma di un importante contratto potrebbe presto rendere Relicta famosa in tutto il mondo.
Relicta nasce in laboratorio da un’idea brillante nel 2017, diventata impresa nel 2020 e ora è alla ricerca del processo industriale adeguato a renderla un prodotto indispensabile per il packaging su larga scala, sia nel settore alimentare sia (e soprattutto) nei settori non alimentari.
Il futuro della bioplastica
Relicta rappresenta un punto di svolta nel settore dei materiali sostenibili. La loro bioplastica non solo affronta il problema dell’inquinamento da plastica, ma lo fa in modo pratico e innovativo, offrendo una soluzione scalabile e compatibile con le esigenze moderne.
La startup sarda dimostra che l’innovazione può nascere anche in contesti locali, trasformandosi in un motore di cambiamento globale.
Con Relicta, il sogno di un mondo senza plastica inquinante è più vicino che mai.
