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Tempo di lettura: 4 minuti

Mi trovo a Filicudi, nelle isole Eolie. Sono qui in veste di tirocinante presso Filicudi Wildlife Conservation, un pronto soccorso tartarughe marine e un centro di ricerca soprattutto di cetacei presenti nel Mediterraneo. 

Stenella comune e tursiope, le due specie più avvistabili nel Mar Mediterraneo

Infatti proprio il Mar Mediterraneo, pur essendo un bacino semi-chiuso e più piccolo rispetto agli oceani, ospita una grande biodiversità di specie.

La Stenella coeruleoalba o Stenella striata.

Per ordine di avvistamento dalle isole Eolie, al primo posto vi è la Stenella coeruleoalba o Stenella striata, un delfino molto socievole e attivo che si trova in grandi gruppi e ha uno stile di vita pelagico; il Tursiops truncatus o tursiope lo segue, ed è osservabile vicino alla costa; è molto più tozzo e viaggia in gruppi molto più piccoli.

Le curiosità sui capodogli

Molto meno frequentemente, ma comunque presente è il capodoglio. Questa creatura può raggiungere i 15 metri di lunghezza ed è immediatamente riconoscibile per la sua maestosa coda, proprio quella che si immagina pensando a una balena.

Attenzione però, perché il capodoglio anche se in inglese prende il nome di Sperm whale, in cui whale significa balena, non appartiene a questa categoria. Il capodoglio è un odontoceto, cioè un animale dotato di denti, proprio come i delfini.

Le balene invece sono misticeti e dispongono di fanoni per filtrare i nutrimenti dall’acqua. Per essere ancora più precisi, i denti di questi animali sono a forma di cono e sono presenti solo nella mandibola inferiore.

La caratteristica inconfondibile del capodoglio è la testa, notevolmente grande, che occupa 1/3 della sua lunghezza complessiva.

Ma perché? Qual è la sua funzione? Sicuramente la natura ci ha insegnato che c'è sempre un motivo che sta alla base di un determinato aspetto anatomico. Infatti, questa conformazione è dovuta alla presenza dell’organo dello spermaceti.

Gli spermaceti compongono una sostanza bianco-lattea e sono composti da grasso (trigliceridi, cere e acidi grassi). Sono essenziali per l’immersione dell’animale, andando incontro a liquefazione e solidificazione a seconda della temperatura. Il capodoglio si immerge con i condotti nasali e la bocca aperta in modo da far entrare acqua dentro al corpo; con l’abbassamento della temperatura, gli spermaceti si solidificano rendendo la testa più pesante e facilitando la discesa verso il basso. Al contrario, nella fase di risalita, i condotti nasali vengono chiusi e la circolazione interna fa sì che la temperatura si rialzi e che gli spermaceti tornino allo stato liquido.

In passato i capodogli venivano molto cacciati perché da questa sostanza si ricavavano olii per accendere le candele e per la cosmesi, oggi per fortuna questo animale è una specie protetta e la caccia è illegale.

Un’altra strabiliante curiosità riguardo i capodogli, oltre al fatto che dormono in verticale vicino alla superficie dell’acqua, è che riescono a stare in apnea per più di 45 minuti. La maggior parte dell’ossigeno viene immagazzinato nell’emoglobina, la molecola che circola nel sangue e trasporta l’ossigeno a tutte le cellule. Grazie a questo adattamento, il tempo durante il quale possono stare in apnea aumenta sostanzialmente. 

I grampi, una specie facilmente riconoscibile

Nel mar Mediterraneo, si possono anche osservare i grampi, immediatamente riconoscibili per le cicatrici che li caratterizzano, principalmente causate da combattimenti durante la caccia.

La loro pelle ha scarsa capacità di cicatrizzazione, infatti gli esemplari adulti finiscono per essere completamente bianchi e non più grigi. Vivono in acque profonde, prediligendo fondali ripidi che sprofondano fino a 2.000 metri.

Il grampo presenta da due a sette paia di denti conici nella mascella inferiore, quella superiore ne è completamente priva.

Considerando che altre specie di delfino possono arrivare ad avere più di cento denti, come mai il grampo ne possiede così pochi? La sua dieta è composta principalmente da prede viscide e molli, come calamari e seppie, di conseguenza, non necessita di una dentatura cospicua per masticare il cibo. 

I globicefali e gli spiaggiamenti di massa

Anche i globicefali, dal corpo robusto e scuro, popolano il nostro mare. Vivono in gruppi numerosi e in inglese vengono chiamati Pilot whale.

Anche in questo caso il nome "mente", infatti i globicefali non sono balene, ma odontoceti. Al contrario, il termine “pilot” ben gli si addice considerando che l’intero gruppo segue un pilota che fa strada. Purtroppo, questa specie è anche però soggetta a spiaggiamenti di massa; se il pilot perde l’orientamento e si spiaggia, tutto il gruppo lo segue. 

Zifio e balenottera comune, meno osservabili ma comunque presenti

Una specie molto misteriosa e difficile da osservare è lo zifio. La sua presenza è stata documentata in acque molto profonde; infatti, lo si può incontrare più frequentemente nel mar Ligure, ricco di canyon.

È il mammifero marino con la più grande capacità di immergersi raggiungendo anche i 3.000 metri di profondità e rimanendo immerso anche per tre ore.

Anche la balenottera comune, il secondo animale per dimensioni più grande del mondo, circola nel mar Mediterraneo e la si può incontrare soprattutto nel bacino occidentale e centrale. Essendo un misticeto, possiede quasi quattrocento fanoni che gli permettono di cibarsi di plancton. 

Sembra strano pensare che allontanandosi un pochino da riva si potrebbero incontrare così tante specie di cetacei, eppure il mar Mediterraneo ne è dimora.

Per questa ragione, dovremmo preservare e conservare le sue acque e sostenere centri di recupero e pronto soccorso come Filicudi Wildlife Conservation, che con le loro azioni di tutela e salvaguardia fanno la differenza! 

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