Quando si parla di progeria, in Italia รจ quasi inevitabile pensare a Sammy Basso, scomparso nel dicembre 2024. Biologo, ricercatore e divulgatore, ha scelto di trasformare la propria esperienza di malattia in impegno scientifico, contribuendo in prima persona alla lotta contro questo raro disturbo che provoca un invecchiamento accelerato sin dai primi anni di vita. A 28 anni la sua corsa si รจ fermata, ma la ricerca sulla progeria continua.
Oggi la speranza potrebbe arrivare da chi, al contrario, di tempo sembra averne in abbondanza. Gli ultracentenari, passati in Italia da poche decine a decine di migliaia nel giro di una sola generazione, sfidano i limiti della biologia e custodiscono segreti di longevitร ancora da svelare.
Un nuovo studio della University of Bristol e dellโIRCCS MultiMedica, pubblicato su Signal Transduction and Targeted Therapy, mostra che un gene presente nei supercentenari รจ riuscito a proteggere il cuore nei modelli animali di progeria e a ridurre i segni di invecchiamento nelle cellule umane.
Progeria: lโinvecchiamento accelerato dei bambini
La progeria, o sindrome di Hutchinson-Gilford, รจ una malattia genetica rarissima che fa invecchiare i bambini molto piรน rapidamente del normale. La causa รจ una mutazione nel gene LMNA, che codifica per una proteina essenziale allโintegritร del nucleo cellulare. La sua versione mutata, chiamata progerina, provoca la morte prematura delle cellule e, di conseguenza, un invecchiamento accelerato, soprattutto del cuore e dei vasi sanguigni.
Lโaspettativa di vita รจ di soli 13-14 anni, con pochi casi che superano i 20 (come Sammy Basso, che con i suoi 28 anni ha rappresentato unโeccezione).
Attualmente, lโunico trattamento approvato dalla FDA รจ il lonafarnib, un farmaco che riduce lโaccumulo di progerina. Non รจ una cura, ma rallenta la progressione della malattia, prolungando la vita in media di circa quattro anni.
Il gene della longevitร LAV-BPIFB4
Le ricercatrici e i ricercatori dellโUniversitร di Bristol e dellโIRCCS MultiMedica hanno affrontato il problema da unโaltra prospettiva. Se da un lato i bambini con progeria invecchiano troppo rapidamente, dallโaltro esistono i cosiddetti โsupercentenariโ che riescono, invece, a mantenersi in salute fino a oltre centโanni. Nella loro personale battaglia con il tempo che scorre, gli ultracentenari riescono sempre a rimanere un passo avanti. Ma quale รจ il segreto della loro longevitร ?
Se uno stile di vita equilibrato, una dieta sana e un poโ di movimento restano le basi per una vita lunga e in salute, un aiuto potrebbe arrivare anche dalla genetica.
Nei supercentenari รจ infatti ricorrente una variante del gene BPIFB4, chiamata LAV-BPIFB4, capace di proteggere cuore e vasi sanguigni dai danni dellโinvecchiamento.
Lโidea era semplice ma ambiziosa: se questo gene aiuta chi vive oltre i cento anni a mantenere il cuore giovane, potrebbe forse proteggere anche chi invecchia troppo presto. Lo studio, pubblicato su Signal Transduction and Targeted Therapy, รจ il primo a mostrare un effetto protettivo di un gene della longevitร sulla funzione cardiaca in modelli di progeria.
I test su cellule umane
Nei modelli murini di progeria, lโiniezione del gene LAV-BPIFB4 ha migliorato la funzione diastolica, cioรจ la capacitร del cuore di rilassarsi e riempirsi di sangue. La fibrosi cardiaca si รจ ridotta, il numero di cellule โinvecchiateโ รจ diminuito e sono cresciuti nuovi piccoli vasi sanguigni, fondamentali per mantenere il tessuto sano.
Gli esperimenti su cellule umane di pazienti affetti hanno confermato questi risultati: il gene ha ridotto i segni di invecchiamento e fibrosi senza modificare direttamente i livelli di progerina. Questo significa che il trattamento non elimina la causa della malattia, ma aiuta lโorganismo a resistere ai suoi effetti tossici.
Un approccio nuovo alla medicina dellโinvecchiamento
Secondo le ricercatrici e i ricercatori, questa strategia rappresenta un cambio di prospettiva: invece di bloccare la proteina difettosa, si potenziano le difese naturali del cuore. In futuro, terapie basate su LAV-BPIFB4 potrebbero essere somministrate come terapia genica, come in questo studio, oppure sostituite da formulazioni a base di proteine o RNA.
Le applicazioni non si limitano alla progeria: proteggere il cuore dallโinvecchiamento precoce potrebbe aprire nuove strade anche per le malattie cardiovascolari legate allโetร .
Come hanno spiegato le ricercatrici e i ricercatori del Bristol Heart Institute,
ยซLa nostra ricerca porta nuova speranza nella lotta contro la progeria e suggerisce che la genetica dei supercentenari potrebbe condurre a nuovi trattamenti per lโinvecchiamento cardiaco precoce o accelerato, aiutandoci tutti a vivere piรน a lungo e in salute.ยป
