Identificato un nuovo meccanismo molecolare che collega l’attività fisica alla longevità: la strada verso un possibile “esercizio in pillola”.
Che l’esercizio fisico faccia bene alla salute non è certo una novità. Grazie a un recente studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Cell, ora sappiamo anche qualcosa in più sui meccanismi molecolari attraverso cui questo accade. In particolare, lo studio ha dimostrato che l’esercizio fisico ripetuto aumenta i livelli di betaina, un amminoacido presente nel nostro corpo, che svolge attività protettive contro l’invecchiamento e il declino della salute.
L’impatto dell’esercizio fisico sulla salute e sull’invecchiamento
I benefici dell’esercizio fisico sulla salute sono ampiamente riconosciuti, ma i suoi meccanismi molecolari restano ancora parzialmente inesplorati. Sappiamo che l’esercizio fisico induce adattamenti fisiologici distinti in base alla durata e alla frequenza dell’attività svolta. L’attività fisica regolare, in particolare, apporta benefici significativi a numerosi sistemi dell’organismo, infatti modula profondamente la funzione immunitaria, migliora la vitalità delle cellule staminali e la capacità rigenerativa dei tessuti e favorisce la neuroplasticità, contribuendo a potenziare le funzioni cognitive. Inoltre, l’attività fisica abituale ottimizza il metabolismo del muscolo scheletrico, aumenta la sensibilità all’insulina e riduce l’infiammazione cronica, abbattendo il rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche. Alcuni studi condotti su modelli animali hanno anche permesso di osservare che l’esercizio prolungato può allungare la durata della vita in salute, rallentando l’invecchiamento sistemico e aumentando la resistenza alle infezioni.
Lo studio: la betaina, il “messaggero” dell’esercizio che aiuta a invecchiare meglio
Nello studio pubblicato su Cell, che ha coinvolto 13 giovani individui di sesso maschile, sono stati analizzati sia la risposta fisiologica immediata a una singola sessione di esercizio, sia i cambiamenti adattativi dopo più sessioni di allenamento. Sono, quindi, stati esaminati i principali cambiamenti cellulari e molecolari associati all’esercizio acuto e prolungato. L’esercizio acuto ha indotto risposte transitorie, mentre l’attività fisica ripetuta ha provocato cambiamenti adattativi, tra cui una riduzione della senescenza e dell’infiammazione cellulare, insieme a un aumento del metabolismo della betaina.
Questo ha permesso di identificare la betaina come molecola endogena indotta dall’esercizio fisico sostenuto, mettendone in luce le sue proprietà antinfiammatorie e geroprotettive.
In particolare, l’esercizio fisico costante aumenta i livelli circolanti di betaina, in parte attraverso la sua sintesi nei reni. La betaina inibisce TBK1 (TANK-binding kinase 1, una proteina che svolge un ruolo chiave in diverse vie di segnalazione cellulare e legata a patologie dell’invecchiamento), riducendo infiammazione e senescenza cellulare. In questo modo, la betaina esercita effetti geroprotettivi su più organi, favorendo un aumento della capacità antiossidante, la stimolazione del sistema immunitario e una riduzione della senescenza e dell’infiammazione, essenziali per la protezione dall’invecchiamento e la resistenza alle infezioni.
Verso l’esercizio in pillola
Questi risultati aiutano a capire meglio, in modo dettagliato, come l’esercizio fisico agisca a livello molecolare e mettono in luce la betaina come una possibile "imitatrice" dell’attività fisica, in grado di favorire un invecchiamento sano. Oltre alle sue funzioni già note come antiossidante e metilante (di cui avevamo parlato già in questo articolo), la betaina si è dimostrata capace di inibire TBK1, una proteina coinvolta in processi legati all’invecchiamento e all’infiammazione cronica.
Per questo, potrebbe diventare un elemento chiave di nuove strategie per prevenire o rallentare l’invecchiamento e le malattie che ne derivano.
Molecole come la betaina, attivate dall’attività fisica, aprono infatti la strada alla possibilità di sviluppare in futuro un “esercizio in pillola”, un intervento farmacologico ispirato ai meccanismi dell’attività fisica, pensato per promuovere la salute e la longevità.
