La storia di Pecore sotto copertura è iniziata molti anni fa: diciannove, per l'esattezza. La produttrice Lindsay Doran stava parlando con il suo medico dei libri che stavano leggendo, e il medico menzionò un libro «su un pastore che viene ucciso e le pecore che risolvono il delitto». «Ho subito pensato che fosse una delle migliori idee per un film che avessi mai sentito», racconta Doran. «Riuscivo a vedere perché sarebbe stato divertente, perché sarebbe stato emozionante e perché sarebbe stato un giallo molto insolito.»
Nel corso della sua carriera quarantennale, Doran si è specializzata in film caratterizzati da "grandi battute e forti emozioni", tra cui Sense and Sensibility, Stranger Than Fiction e Nanny McPhee. Quando lesse il romanzo di Leonie Swann Three Bags Full, vide tutti gli elementi che aveva sperato di trovare, e anche di più.
Originariamente scritto in tedesco, il libro divenne un bestseller nel 2005, prima di essere tradotto in inglese e successivamente in oltre 30 lingue. Il titolo, Three Bags Full, richiama la filastrocca "Baa, Baa, Black Sheep, Have You Any Wool? Yes, Sir, Yes, Sir, Three Bags Full". Una rarità: una storia ricca di fantasia, omicidio, lavoro investigativo, acute osservazioni sulla condizione umana e, naturalmente, pecore antropomorfe.
In questa nuova e brillante rivisitazione del genere mystery, George (Hugh Jackman) è un pastore che ogni sera legge romanzi gialli alle sue amate pecore, convinto che non possano comprenderlo. Quando però un misterioso incidente sconvolge la tranquillità della fattoria, le pecore decidono di dover diventare loro stesse delle detective. Seguendo gli indizi e indagando sui sospetti umani, dimostrano che anche le pecore possono essere brillanti investigatrici.
Un cast stellare dà voce e anima al gregge
Le pecore: personalità indimenticabili
La vera magia del film risiede nel suo straordinario cast vocale. Julia Louis-Dreyfus presta la voce a Lily, la pecora più intelligente del mondo, che guida l'indagine con esitante fiducia. Chris O'Dowd è Mopple, l'unica pecora che ricorda tutto, un contrappunto toccante alla capacità del gregge di dimenticare il dolore. Bella Ramsey (The Last of Us) dà voce a Zora, la pecora più curiosa, mentre Regina Hall è la vanitosa Cloud.
Bryan Cranston interpreta Sebastian, un cinico solitario con un passato doloroso, e Patrick Stewart è il dignitoso Sir Ritchfield. Brett Goldstein (Ted Lasso) doppia i gemelli Ronnie e Reggie, e Rhys Darby (Our Flag Means Death) è il miope ma dal fiuto infallibile Wool-Eyes.
Gli esseri umani: sospetti e personaggi eccentrici
Il cast umano è altrettanto impressionante. Hugh Jackman interpreta George con quella miscela unica di forza e vulnerabilità che lo contraddistingue. Nicholas Braun (Succession) è l'impacciato agente Tim Derry, un poliziotto insicuro che trova nei suoi "assistenti" a quattro zampe la forza di diventare un vero detective. Nicholas Galitzine è Elliot Matthews, un giovane reporter ambizioso, e Molly Gordon è Rebecca, la misteriosa figlia di George.
Hong Chau (The Whale) è l'enigmatica locandiera Beth Pennock, Emma Thompson è l'intimidatoria avvocatessa Lydia Harbottle, e Conleth Hill (Il Trono di Spade) interpreta Ham Gilyard, il macellaio che desidera il gregge.
La regia di Kyle Balda: un equilibrio perfetto tra animazione e realtà
Kyle Balda, al suo debutto nel live-action dopo anni di successi nell'animazione, dimostra una sensibilità sorprendente. Come rivela il production designer Suzie Davies, Balda utilizza storyboard dettagliati per comunicare tono e performance, creando una "geografia visiva" che permette allo spettatore di orientarsi perfettamente nel villaggio di Denbrook.
Le pecore, create da Framestore con tecnologia all'avanguardia, sono fotorealistiche ma non perdono la loro anima. Ogni fibra di lana è stata modellata con cura, e le performance vocali hanno influenzato direttamente l'animazione. Il risultato è un gregge che sembra vivo e che parla senza mai tradire la propria natura animale.
«Le pecore si comportano esattamente come animali veri, niente interazioni irrealistiche con gli umani», Lindsay Doran.
Ciò che rende Pecore sotto copertura speciale è la sua capacità di affrontare temi seri senza mai perdere la leggerezza.
Il film esplora:
- il potere della memoria e dell'oblio, attraverso Mopple, che ricorda tutto, e le altre pecore che dimenticano il dolore;
- l'accettazione della diversità, con l'agnello d'inverno, un "outsider" nato fuori stagione;
- il lutto e la resilienza, il gregge impara a sopravvivere senza George;
- la natura umana vista dall'esterno, attraverso gli occhi ingenui eppure sorprendentemente saggi delle pecore.
Come dice il pastore George: «Che tu sia una pecora o un umano, tutti vogliamo essere amati così».
Fotografia, costumi e colonna sonora: un mondo che incanta
La direttrice della fotografia George Steel e il production designer Suzie Davies (nominata all'Oscar per Conclave) hanno creato un villaggio inglese da sogno (Denbrook) che sembra uscito da una fiaba. I 10 acri di prato seminati appositamente per il film sono cresciuti rigogliosi grazie alla pioggia britannica, creando uno scenario idilliaco.
La costumista Rosa Dias (Sex Education) ha disegnato guardaroba eccentrici e colorati che riflettono le personalità dei sospetti, mentre il compositore Christophe Beck (Frozen, The Hangover) ha creato una colonna sonora originale che mescola archi classici a strumenti "casalinghi" come un pianoforte suonato a mani aperte sulle corde.
Hugh Jackman ha pianto tre volte leggendo la sceneggiatura e ha accettato il ruolo a pagina 25.
È un giallo ben costruito, una commedia tenera e un dramma che parla di amore, perdita e comunità: il tutto raccontato attraverso gli occhi (lanosi) di alcune delle creature più sottovalutate del regno animale.
Come dice l'agente Tim Derry: «Non guarderò mai più le pecore allo stesso modo, ora hanno tutte una voce».
