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Tempo di lettura: 3 minuti

Quando si parla di progeria, in Italia รจ quasi inevitabile pensare a Sammy Basso, scomparso nel dicembre 2024. Biologo, ricercatore e divulgatore, ha scelto di trasformare la propria esperienza di malattia in impegno scientifico, contribuendo in prima persona alla lotta contro questo raro disturbo che provoca un invecchiamento accelerato sin dai primi anni di vita. A 28 anni la sua corsa si รจ fermata, ma la ricerca sulla progeria continua.

Oggi la speranza potrebbe arrivare da chi, al contrario, di tempo sembra averne in abbondanza. Gli ultracentenari, passati in Italia da poche decine a decine di migliaia nel giro di una sola generazione, sfidano i limiti della biologia e custodiscono segreti di longevitร  ancora da svelare.

Un nuovo studio della University of Bristol e dellโ€™IRCCS MultiMedica, pubblicato su Signal Transduction and Targeted Therapy, mostra che un gene presente nei supercentenari รจ riuscito a proteggere il cuore nei modelli animali di progeria e a ridurre i segni di invecchiamento nelle cellule umane.

Progeria: lโ€™invecchiamento accelerato dei bambini

La progeria, o sindrome di Hutchinson-Gilford, รจ una malattia genetica rarissima che fa invecchiare i bambini molto piรน rapidamente del normale. La causa รจ una mutazione nel gene LMNA, che codifica per una proteina essenziale allโ€™integritร  del nucleo cellulare. La sua versione mutata, chiamata progerina, provoca la morte prematura delle cellule e, di conseguenza, un invecchiamento accelerato, soprattutto del cuore e dei vasi sanguigni.

Lโ€™aspettativa di vita รจ di soli 13-14 anni, con pochi casi che superano i 20 (come Sammy Basso, che con i suoi 28 anni ha rappresentato unโ€™eccezione).

Attualmente, lโ€™unico trattamento approvato dalla FDA รจ il lonafarnib, un farmaco che riduce lโ€™accumulo di progerina. Non รจ una cura, ma rallenta la progressione della malattia, prolungando la vita in media di circa quattro anni.

Il gene della longevitร  LAV-BPIFB4

Le ricercatrici e i ricercatori dellโ€™Universitร  di Bristol e dellโ€™IRCCS MultiMedica hanno affrontato il problema da unโ€™altra prospettiva. Se da un lato i bambini con progeria invecchiano troppo rapidamente, dallโ€™altro esistono i cosiddetti โ€œsupercentenariโ€ che riescono, invece, a mantenersi in salute fino a oltre centโ€™anni. Nella loro personale battaglia con il tempo che scorre, gli ultracentenari riescono sempre a rimanere un passo avanti. Ma quale รจ il segreto della loro longevitร 

Se uno stile di vita equilibrato, una dieta sana e un poโ€™ di movimento restano le basi per una vita lunga e in salute, un aiuto potrebbe arrivare anche dalla genetica.

Nei supercentenari รจ infatti ricorrente una variante del gene BPIFB4, chiamata LAV-BPIFB4, capace di proteggere cuore e vasi sanguigni dai danni dellโ€™invecchiamento.

Lโ€™idea era semplice ma ambiziosa: se questo gene aiuta chi vive oltre i cento anni a mantenere il cuore giovane, potrebbe forse proteggere anche chi invecchia troppo presto. Lo studio, pubblicato su Signal Transduction and Targeted Therapy, รจ il primo a mostrare un effetto protettivo di un gene della longevitร  sulla funzione cardiaca in modelli di progeria.

I test su cellule umane

Nei modelli murini di progeria, lโ€™iniezione del gene LAV-BPIFB4 ha migliorato la funzione diastolica, cioรจ la capacitร  del cuore di rilassarsi e riempirsi di sangue. La fibrosi cardiaca si รจ ridotta, il numero di cellule โ€œinvecchiateโ€ รจ diminuito e sono cresciuti nuovi piccoli vasi sanguigni, fondamentali per mantenere il tessuto sano.

Gli esperimenti su cellule umane di pazienti affetti hanno confermato questi risultati: il gene ha ridotto i segni di invecchiamento e fibrosi senza modificare direttamente i livelli di progerina. Questo significa che il trattamento non elimina la causa della malattia, ma aiuta lโ€™organismo a resistere ai suoi effetti tossici.

Un approccio nuovo alla medicina dellโ€™invecchiamento

Secondo le ricercatrici e i ricercatori, questa strategia rappresenta un cambio di prospettiva: invece di bloccare la proteina difettosa, si potenziano le difese naturali del cuore. In futuro, terapie basate su LAV-BPIFB4 potrebbero essere somministrate come terapia genica, come in questo studio, oppure sostituite da formulazioni a base di proteine o RNA.

Le applicazioni non si limitano alla progeria: proteggere il cuore dallโ€™invecchiamento precoce potrebbe aprire nuove strade anche per le malattie cardiovascolari legate allโ€™etร .

Come hanno spiegato le ricercatrici e i ricercatori del Bristol Heart Institute,

ยซLa nostra ricerca porta nuova speranza nella lotta contro la progeria e suggerisce che la genetica dei supercentenari potrebbe condurre a nuovi trattamenti per lโ€™invecchiamento cardiaco precoce o accelerato, aiutandoci tutti a vivere piรน a lungo e in salute.ยป

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