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Il termine “Daucus” sembrerebbe derivare dal termine greco “dakkos” che significa pianta selvatica, carota invece è dal greco ”Karotón”.

Il fiore chiamato “pizzo della regina Anna” è detto anche “carota selvatica” o “nido di uccelli” perché quando finisce la fioritura si richiude in un ciuffo simile ad un nido.

Questa pianta è la progenitrice di quelle che producono le gustose radici arancioni. Anche lei ha una lunga radice a fittone, ma legnosa e molto meno ricca di carotene. L'aroma della pianta, tuttavia, rimane, ed è il motivo per cui è citata già tre secoli prima di Cristo, usata come aromatizzante.

Nei secoli le si attribuirono diverse proprietà non sempre confermate, come la sua presunta efficacia nel riattivare la potenza virile, anche se studi recenti più focalizzati riaprono la discussione.

Fu sempre considerata pianta ad uso medicinale, diuretica e decongestionante, e prescritta contro i calcoli e le cistiti. Poi, nel XVI secolo, alcuni agricoltori cominciarono un'operazione di selezione che portò alla creazione delle carnose e gustose radici che usiamo in cucina, ricche in oli essenziali e beta carotene.

Il fiore della carota selvatica aperto e chiuso.

È una pianta spontanea molto comune, visibile nei nostri campi e prati dalla primavera fino all’autunno.

Il nome “pizzo della regina Anna” si rifà ad una leggenda, anche se curiosamente non sappiamo quale Anna di Inghilterra sia la protagonista tra Anna Bolena, Stuart o di Danimarca.

Si narra che la regina fosse un’esperta creatrice di merletti e che amasse particolarmente questi fiori presenti nel giardino reale per la loro somiglianza al pizzo.

Un giorno decise di sfidare le dame in questa arte: avrebbe vinto chi sarebbe stata in grado di creare un merletto bello come quel fiore di campo.

Lei ovviamente voleva dimostrare di essere la migliore e utilizzò degli aghi finissimi con il quale si punse macchiando l’opera al centro con una goccia di sangue.

Il suo pizzo divenne quindi il più simile al fiore che proprio al centro presenta un’infiorescenza bordeaux.

Fu decretata vincitrice e da allora il fiore è dedicato a lei.

In questi giorni, nel Giardino de “La Casa della Lavanda”, abbiamo raccolto la carota selvatica, pianta semplice ma potente, custode di una bellezza antica.

Ora con questi fiori prepareremo un oleolito artigianale, profumato di estate e tradizione.

Le sue proprietà?

  • Illuminante per il viso,
  • elasticizzante per la pelle in generale,
  • ricco di betacarotene, nutre e prepara la tua pelle al sole,
  • lenitivo e rigenerante dopo l’esposizione.

In pratica un concentrato naturale di luce, da custodire in un piccolo flacone!

La carota selvatica: descrizione della pianta

Pianta erbacea biennale, a volte perennante, con radice a fittone verticale ingrossato e lignificato, di colore giallo-biancastro; scapo fiorale rigido e irsuto, può essere semplice o ramificato fin dalla base, assumendo un portamento da slanciato a semi-cespuglioso, raggiunge in genere l’altezza di 1 m, potendo, a volte, superare anche 1,70-2 m.

Le foglie della carota selvatica

Le foglie sono picciolate e abbraccianti il fusto, da 1 a 4 pennatosette (sono divise fino alla nervatura principale), quelle basali con un numero maggiore di divisioni, e di dimensioni maggiori, rispetto a quelle della parte apicale; i segmenti sono da lineari a oblunghi a lanceolati, in prevalenza lineari nella foglie della porzione apicale.

Foglia della parte alta del fusto con segmenti anche laciniati; si nota il picciolo con i margini revoluti in modo da avvolgere il fusto.

Costituenti chimici della carota selvatica

Nel Daucus sono state segnalate numerose sostanze: acetone, asarone, colina, etanolo, acido formico, saccarosio, glucosio, glutatione, asparagina, Carotene, vitamine B1, B2, C, PP, E, D. La pianta contiene inoltre glucidi, provitamina A, vitamina B e C, sali minerali e pectite.

Uso alimentare della carota selvatica

La carota selvatica può essere utilizzata in diversi modi, sia in cucina che in campo erboristico. Le foglie tenere possono essere consumate crude in insalata o cotte in zuppe e minestroni, mentre le radici, se giovani, possono essere grattugiate e aggiunte a crudo o cotte. I fiori, profumati, possono essere fritti in pastella o utilizzati per guarnire i piatti. 

In erboristeria, la carota selvatica è nota per le sue proprietà digestive, diuretiche ed emollienti, e può essere utilizzata per preparare infusi, decotti e cataplasmi. 

Utilizzi in cucina

  • Foglie: le foglie giovani, prima della fioritura, possono essere aggiunte a insalate, minestroni, frittate e altre preparazioni culinarie. 
  • Radici: le radici, soprattutto quelle giovani, possono essere consumate crude o cotte, grattugiate e aggiunte a insalate o utilizzate per preparare zuppe o brodi. 
  • Fiori: i fiori possono essere fritti in pastella, sia dolci che salati, oppure utilizzati per guarnire piatti. 
  • Semi: i semi possono essere utilizzati come spezia per insaporire il pane o per estrarre un olio aromatico impiegato in cucina e in profumeria. 

Utilizzi erboristici

Foglie e radici: decotti e infusi di foglie e radici possono avere proprietà digestive, diuretiche ed emollienti. 

Radici: le radici schiacciate possono essere utilizzate come cataplasma per lenire bruciature, eczemi e dermatiti. 

Semi: l'infuso di semi può essere utilizzato per stimolare la digestione e alleviare disturbi urinari. 

Uso cosmetologico

Dai semi si estrae un olio, utilizzato nella fabbricazione di liquori e nella preparazione di composti aromatici. L’olio, dal delicato profumo di iris, viene impiegato in profumeria e nelle creme antirughe miscelato e combinato con altri oli di origine vegetale.

Le radici vengono impiegate nell’industria per l’estrazione di carotene e di coloranti. Utilizzata anche per la preparazione delle più note maschere di bellezza, la cui ricetta prodigiosa sembrerebbe essere una miscela perfetta della polpa di questa pianta, con avocado e cetriolo.

Uso farmacologico

In fitoterapia viene indicata come vitaminica, rimineralizzante, stimolatrice delle difese immunitarie, oftalmica, diuretica e cicatrizzante. Per applicazioni dermatologiche, dai semi si ottiene un olio essenziale, utilissimo per la cura della psoriasi, degli eczemi e delle dermatiti. I semi e i frutti della carota selvatica hanno proprietà diuretiche. L’infuso di carota selvatica è efficace in caso di  difficoltà di urinare.

Attenzione: tutti i trattamenti farmacologici e sanitari devono sempre essere eseguiti sotto stretto e diretto controllo medico.

Medicina alternativa e curiosità

Le radici della carota selvatica hanno proprietà che attenuano le infiammazioni dello stomaco e dell’intestino, stimolano la diuresi, depurano l’organismo, purificano e decongestionano le pelli arrossate dalle scottature. La carota selvatica si rivela particolarmente efficace  nella protezione della pelle e facilita l’abbronzatura impedendo l’aggressione dei raggi ultravioletti. L’infuso dei semi stimola la digestione ed è di sollievo nelle affezioni delle vie urinarie.

Nelle essenze floreali francesi la carota selvatica favorisce la calma e riposa la mente. Nelle essenze floreali californiane viene usata come rimedio naturale per lo scarso rendimento sessuale.

Il centro del fiore, di colore rosa scuro/violaceo, viene usato dai miniaturisti come colore.

Se fossimo un imenottero sarebbe il nostro faro di atterraggio. Emette all'infrarosso come un lampione, guidando gli impollinatori.

La progenie della carota selvatica è quella che ora si coltiva in tutto il territorio italiano e i fittoni hanno un buon profumo di carota. 

Durante il regno di Giacomo I, in Inghilterra, le dame si adornavano i capelli con ghirlande fatte di fiori di Daucus carota. Gli antichi greci chiamavano anche la carota col termine di “Stafilinos”, che indicava la gola, o meglio le infezioni orofaringee.

Nell’antichità si riteneva che un fiore di carota raccolto nelle notti di luna piena, servisse a curare l’epilessia, che aiutasse il concepimento, e che per favorirlo fosse necessario bere un bicchiere di vino, nel quale fossero stati bolliti i fiori della pianta. La simmetria complessa, l'aroma e il candore dell'infiorescenza hanno di certo contribuito alla fama di pianta magica che si porta nei secoli. Alcuni echi di queste perdute credenze si sentono ancora nelle campagne e le nostre nonne ci avvertono che guardare l'ombrello delle carote fa venire i giramenti di testa e che, anche se la pianta è innocua, meglio non maneggiarla troppo.

In aromaterapia l’olio essenziale di questa essenza viene indicato per il trattamento e la rimozione delle rigidità emozionali che interessano il plesso solare e il cuore.

L’olio della carota selvatica

L'olio estratto dai semi può essere utilizzato in cosmetica per la preparazione di creme solari e prodotti abbronzanti, grazie al suo contenuto di betacarotene. 

È fondamentale distinguere la carota selvatica da piante simili potenzialmente tossiche, come la cicuta. L'odore caratteristico della carota selvatica, che ricorda quello della carota coltivata, può essere un valido aiuto nel riconoscimento. 

Si raccomanda di raccogliere le foglie e le radici della carota selvatica nel periodo che precede la fioritura, quando sono più tenere e saporite. 

La carota selvatica è quindi una pianta “magica” che regala alla tua pelle tutto quello di cui ha bisogno!

È piena di betacarotene e di vitamine che coccolano la pelle. La carota selvatica ha molto più "potere" rispetto alla “sorella” che coltiviamo nell'orto, ed è per questo che il suo olio fa piccoli miracoli sulla nostra pelle.

  • Aiuta la pelle a rigenerarsi e a guarire più velocemente.
  • La protegge dall'invecchiamento con i suoi antiossidanti naturali.
  • Nutre profondamente anche la pelle più secca e bisognosa.
  • Calma rossori e irritazioni con dolcezza.
  • Favorisce la guarigione di piccoli taglietti e imperfezioni.

Raccontami qui se cresce nel tuo giardino e se la proverai!

Le informazioni fornite in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Si consiglia sempre di consultare il proprio medico curante o uno specialista per diagnosi e trattamenti.

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