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“Priscilla” di Sofia Coppola

Tredici anni dopo aver vinto il Leone d’oro come miglior film con Somewhere, Sofia Coppola torna alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, con il suo film Priscilla.

La storia, basata sul libro biografico Elvis and me, racconta la relazione tra il giovane Elvis Presley (Jacob Elordi) e l’ancor più giovane Priscilla (Cailee Spaeny). Infatti, quest’ultima, all’inizio è una ragazzina di appena quattordici anni che si ritrova in una situazione a dir poco più grande di lei.

Il film comincia con il loro incontro e finisce con il loro addio, focalizzandosi sulla crescita di Priscilla in una relazione in cui ha poco spazio e potere.

La ragazza da subito subisce il fascino della star e lotta per stare al suo fianco, ma una volta arrivata a Graceland (dimora di lui) diventa una pedina nelle sue mani.

Il luogo si trasforma in una gabbia dorata in cui lei può solo stare in attesa del ritorno di Elvis. Quest’ultimo arriva a dettarle il look, a scegliere i colori e le stampe che può indossare, rendendola una versione di sé al femminile. 

Interessante risulta la visione che ci dà la Coppola sulla vita intima della coppia: Elvis, anche se più grande, si comporta da adolescente impacciato nella sua vita affettiva, anche dopo il matrimonio: placa continuamente gli slanci amorosi di Priscilla e detta i tempi del sesso, più che altro negandolo.

Se lei non si comporta come lui vuole, minaccia di rispedirla a casa.

Prima moglie, successivamente madre, Priscilla acquisisce il distacco necessario, riuscendo ad accogliere con gelida calma le richieste di Elvis, fino a maturare la decisione di lasciarlo.

Come in tutti i suoi film, Sofia Coppola riesce a raccontare l’animo femminile in tutte le sue sfumature, soprattutto nelle sue fragilità e nel dolore.

Priscilla risulta il ritratto delicato e profondo di una ragazza che sogna e vive una vita che ha profondamente desiderato ma che ben presto è costretta a fare i conti con la realtà che l’aspetta, fino a spegnere lentamente il suo entusiasmo e la sua voglia di vivere.

Il film è l’opposto di Elvis, diretto da Baz Luhrmann, in cui il protagonista era il Re del Rock e tutto il film era una lenta discesa verso la sua rovina, qui, invece, la protagonista è Priscilla e la storia della sua profonda sofferenza ma anche della sua maturazione e presa di consapevolezza che la portano verso la rinascita.

Come ogni anno, ti facciamo vivere la Magia di Venezia sul nostro canale Instagram e qui puoi rivivere le emozioni delle passate edizioni.

Cover Ph: RED CARPET – PRISCILLA – Actress Cailee Spaeny (Credits Giorgio Zucchiatti La Biennale di Venezia – Foto ASAC).

Ludovica Casula
Ludovica Casula si è laureata in "Didattica e Comunicazione dell’Arte" presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e ha frequentato la Magistrale di "Teatro, Cinema, Danza e Arti Digitali" presso l'Università, La Sapienza. Inoltre, ha frequentato il corso di specializzazione in "Fashion Photography" presso lo IED, con sede a Roma. Fin da piccola coltiva la passione per le arti, in particolare per il cinema e la fotografia. Affascinata da tutti gli ambiti che abbiano a che fare con il “dietro le quinte” del cinema, dopo varie esperienze lavorative e non, ha aperto la sua rubrica “Onefilm.Oneday” attraverso la quale commenta e consiglia film per avvicinare le persone alla settima arte. Inoltre, durante i suoi viaggi, realizza reportage fotografici personali in linea con lo stile prediletto, la Street Photography. Successivamente, si è appassionata di ritratti fotografici di impronta artista, alla cui base ci sono le esperienze maturate con lo studio, di cui ne fa il proprio lavoro. Altri interessi pregnanti sono la letteratura e la musica, che vengono proposti sui suoi profili social.

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