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Tempo di lettura: 2 minuti

Beatrice Basso è un’artista che ha fatto di un’antica tecnica giapponese, il Suminagashi, la sua espressione artistica ed emotiva.

Coach certificata, si specializza in tecniche di comunicazione a mediazione artistica, approfondisce la tecnica del Suminagashi e crea il metodo Suminagashi Experience. La passione per l’arte le è stata tramandata sin dall’infanzia, crescendo con il nonno pittore e violinista.

Che cos’è il Suminagashi e cosa rappresenta per te?

«Il Suminagashi è un’antica tecnica artistica giapponese: l’arte di dipingere sull’acqua.

Per me è molto di più, soprattutto integrata con le onde quantiche e le tecniche di coaching che utilizzo.

Diventa un processo creativo che porta alla scoperta della propria interiorità. Il silenzio e la gestualità creano un legame con il proprio mondo interiore.

Per me lo scopo del Suminagashi è la rivelazione di sé e non il giudizio estetico del disegno, in quanto riusciamo a connetterci con noi stessi a un livello più profondo.

Ora ti mostro i luoghi dove avviene la Suminagashi Experience, dove amo portare le persone. Scelgo per i miei percorsi o workshop, luoghi che sussurrano armonia con la natura e assecondano un senso di quiete, calma e rilassamento, perché fanno parte dell’esperienza stessa.»

Come ti sei avvicinata a questa forma d’arte?

«Mi sono avvicinata al Suminagashi grazie a un’illuminazione che mi è arrivata osservando il cambio di direzione del fiume Piave. Nasce da una mia esigenza di voler creare dei percorsi di crescita personale originali, dove volevo unire arte, acqua e natura.

Quindi la Suminagashi Experience nasce proprio dall’esigenza di creare qualcosa di unico, diverso e impattante, perché lavorando con il potere comunicativo delle immagini lavoro ad un livello più profondo ed immediato.

Qui è esattamente il punto dove è nata l’idea della Suminagashi Experience, non fate caso al colore dell’acqua perché ha piovuto per diversi giorni, solitamente è un’acqua meravigliosa.

L’acqua ti parla mettiti in ascolto.»

L’acqua ti parla, mettiti in ascolto… Ci racconti qualcosa in più di questa tecnica? 

«Certo, ti racconto nel dettaglio questa magia: quando poggi il pennello sul velo dell’acqua formando cerchi concentrici ti fai rapire dall’acqua e dal mondo che istantaneamente si crea.

È una dimensione in cui il tempo non esiste e dove non vorresti più smettere di dipingere.

È un momento di rilassamento, pace e illuminazione, un momento che ti dedichi.

Il mio approccio è di tipo esperienziale e non artistico, significa che lo scopo non è creare un bel dipinto ma dedicarsi del tempo prezioso per conoscersi di più mentre si prova un’esperienza piacevole e rilassante.

Poi si trasporta l’immagine dall’acqua alla carta e andiamo a vedere cosa l’acqua vuole raccontarci.

Ora vi saluto perché c’è qualcuno che vuole provare subito a fare Suminagashi, la mia gatta Maya!»

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