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Tempo di lettura: 4 minuti

KJ Muldoon può finalmente vivere a casa con i genitori e i fratellini, dopo aver trascorso i primi nove mesi di vita in ospedale, a dieta e sotto stretta osservazione, a causa di una grave malattia metabolica incurabile e potenzialmente letale.

Tutto è cambiato quando è diventato il primo paziente al mondo a sperimentare una nuova terapia basata sull'editing genetico personalizzato con tecnologia CRISPR. Il risultato, che apre nuovi scenari per le malattie genetiche rare, è stato pubblicato su The New England Journal of Medicine, da un team del Children's Hospital di Philadelphia e dell'Università della Pennsylvania.

Una prognosi devastante: morte o grave disabilità

Nei primi due giorni di vita di KJ, i genitori Kyle e Nicole hanno ricevuto la notizia più terribile: «Ho sentito le parole ‘morte’ o ‘disabilità grave’. Non c’erano molte alternative», ricorda Kyle.

Nato cinque settimane prima del termine, KJ presentava rigidità muscolare e livelli di ammoniaca altissimi, segno di una rara malattia metabolica ereditaria che impediva al suo corpo di processare le proteine. Senza un intervento immediato, l’accumulo di ammoniaca avrebbe causato danni cerebrali irreversibili.

Cos’è l’Iperammoniemia?

L’iperammoniemia è un disturbo del ciclo dell’urea in cui il corpo non riesce a eliminare l’ammoniaca, un prodotto di scarto del metabolismo proteico. Le conseguenze possono essere letali, soprattutto nei neonati.

Il piccolo KJ è nato infatti con una rara malattia metabolica (che colpisce circa una persona su 1,3 milioni) dovuta al deficit di un enzima del fegato, la carbamil-fosfato sintetasi 1 (CPS1): questa condizione provoca l'accumulo di ammoniaca nel sangue fino a livelli tossici, con pesanti conseguenze per organi cruciali come il cervello.

Il fegato non riesce ad eliminare l’ammoniaca prodotta durante il metabolismo proteico, portando a un accumulo tossico nel sangue che può causare danni cerebrali, coma e morte. Solitamente, i pazienti devono seguire una dieta a basso contenuto proteico e, nei casi più gravi, sottoporsi a un trapianto di fegato.

I ricercatori hanno sviluppando una terapia basata sull'editing genetico personalizzato, mirato alla specifica variante del gene CPS1 identificata nel bambino subito dopo la nascita. La terapia è stata messa a punto in soli sei mesi ed è stata somministrata tramite nanoparticelle lipidiche infuse in tre dosi.

«Sebbene KJ dovrà essere monitorato attentamente per il resto della sua vita, i nostri risultati iniziali sono piuttosto promettenti», afferma Rebecca Ahrens-Nicklas, direttrice del Children's Hospital di Philadelphia.

La corsa contro il tempo al Children’s Hospital di Philadelphia

Trasferito d’urgenza al Children’s Hospital di Philadelphia (CHOP), KJ è stato sottoposto a dialisi e farmaci per abbassare l’ammoniaca. Ma le cure tradizionali non bastavano: serviva una soluzione radicale.

Poche le opzioni a disposizione:

  • attendere un trapianto di fegato (possibile solo dopo il primo anno di vita);
  • provare una terapia genica sperimentale, mai testata prima su un essere umano.

I medici non erano sicuri che KJ sarebbe sopravvissuto abbastanza a lungo per un trapianto.

La svolta: la prima terapia genica personalizzata al mondo

Un team di ricercatori dell’Università della Pennsylvania e del CHOP, guidati dai dottori Kiran Musunuru e Rebecca Ahrens-Nicklas, aveva già studiato in passato una possibile cura basata sull’editing genetico CRISPR.

Come funziona il trattamento?

Milioni di nanoparticelle lipidiche contenenti istruzioni genetiche vengono iniettate nel fegato. Queste particelle correggono il difetto nel gene CPS1, responsabile della produzione dell’enzima che metabolizza l’ammoniaca.

KJ ha ricevuto tre infusioni nell’arco di tre mesi, con dosi progressive, e i suoi livelli di ammoniaca sono quasi tornati alla normalità.

La sofferta decisione dei genitori

Kyle e Nicole si sono trovati davanti a una scelta straziante: aspettare un trapianto, rischiando danni cerebrali irreparabili, o provare la terapia genica, mai testata prima su un neonato.

«Abbiamo pregato, parlato con i medici e alla fine abbiamo scelto la terapia genica», racconta Kyle.

Il giorno del primo trattamento

Il 25 febbraio, KJ ha ricevuto la prima infusione. 

«Sono state le due ore più lunghe della mia vita», ha confessato la dottoressa Ahrens-Nicklas.
Ma KJ, sereno, ha dormito per tutto il tempo.

Dopo la seconda dose, più elevata, Ahrens-Nicklas ha dichiarato di essere riuscita a ridurre gli altri farmaci di KJ. Sta ancora valutando se la terza dose, ancora più alta, abbia apportato ulteriori benefici.

Le lezioni che i medici stanno apprendendo dal caso di KJ potranno essere utilizzate per aiutare molti altri bambini.

«L'aspetto entusiasmante è che questo potrebbe diventare il nuovo paradigma per le malattie molto rare», ha affermato il dottor Peter Marks, che dirigeva la divisione della Food and Drug Administration (FDA) responsabile dello sviluppo del trattamento personalizzato di KJ.

La correzione genetica specifica sarà diversa per ogni paziente, ma l'approccio è altamente ripetibile, ha spiegato Marks, che nel frattempo ha lasciato la FDA.

«Il 99% del processo rimarrà identico, che si tratti di curare questo bambino o un altro», ha dichiarato. «Questa è una vera svolta, perché potrebbe fornirci una roadmap per progredire nel campo delle malattie rare, portando in modo efficiente trattamenti duraturi e potenziali cure a bambini che altrimenti non avrebbero avuto alcuna speranza.»

Un futuro nuovo per KJ e per la Medicina

Oggi, a 10 mesi, KJ sorride, mangia avocado e raggiunge traguardi impensabili alla nascita. «Supera ogni aspettativa», conferma Nicole.

Cosa significa questa scoperta?

  • Un modello per curare malattie rare con terapie personalizzate.
  • Tempi più rapidi rispetto ai tradizionali percorsi farmacologici.
  • Meno rischi rispetto ai trapianti.

Il primo essere umano curato con CRISPR 2.0 direttamente in vivo

Il 17 maggio 2025 verrà ricordato come una data storica nella medicina. Per la prima volta al mondo, un essere umano ha ricevuto una terapia genica di editing in vivo usando CRISPR 2.0, una tecnica evoluta chiamata base editing. Questo non è solo un progresso: è una vera rivoluzione!

Il base editing è una versione raffinata di CRISPR. Se la prima generazione di CRISPR (quella usata in terapie già approvate come Casgevy) era come un paio di forbici che tagliavano il DNA, CRISPR 2.0 è come una matita correttiva, non taglia, ma riscrive singole lettere del codice genetico. Questo riduce i rischi e aumenta la precisione.

Una storia di speranza e innovazione

La storia di KJ non è solo un miracolo medico, ma una rivoluzione scientifica. Grazie a medici coraggiosi, una famiglia determinata e una terapia mai sperimentata prima, oggi KJ ha un futuro luminoso.

«Abbiamo trovato un barlume di speranza e ci siamo aggrappati a esso», conclude Kyle.

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