Quante volte, sentendo il rumore di una mosca che ci ronzava vicino all’orecchio abbiamo pensato quanto fosse un animale noioso e inutile? Eppure non è così: oltre a rappresentare l’80% delle specie animali ad oggi conosciute, gli insetti sono utilissimi in vari campi: in questo articolo vedremo cos’è l’Entomologia e in particolare ci concentreremo sull’Entomologia forense.
Che cos'è l’Entomologia
La parola Entomologia deriva dal greco éntomon e venne usata per la prima volta da Aristotele per indicare gli animali appartenenti al phylum degli Artropodi, di cui fanno parte tra i vari organismi anche gli insetti.
Oggi, il termine Entomologia viene utilizzato per indicare la branca della Zoologia che si occupa di studiare gli insetti analizzandone tutti gli aspetti, dalla morfologia all’ecologia e ne studia le interazioni con le altre specie, inclusa quella umana. Si tratta di una scienza fondamentale per l’agricoltura, la medicina e la conservazione ed è divisa in varie branche, come l’Entomologia forense e agraria.
Una panoramica sugli insetti
Attualmente, gli insetti rappresentano la biodiversità animale: con oltre un milione di specie descritte, hanno una classe tutta loro all’interno del phylum degli Artropodi.
Presentano un corpo diviso in tre parti (testa, torace e addome) e un esoscheletro di chitina che dà loro sostegno e li protegge dalla disidratazione. Hanno tre paia di zampe e due paia di ali: un paio di quest’ultime, spesso è modificato in strutture specializzate.

Che cos’è l’Entomologia forense
Quando si parla di forense ci si riferisce a qualcosa di valore legale ma confinato in un determinato intervallo di tempo. Se parliamo di crimini, vengono considerati di interesse forense tutti quelli commessi dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi, mentre tutto quello che è avvenuto prima del conflitto ha valore archeologico. Questo perché una volta deceduto il possibile reo, ovvero chi ha commesso il crimine, il reato smette di essere considerato tale. Chi è vissuto prima del periodo 1939-1945 non era abbastanza grande all’epoca per commettere un omicidio e chi potrebbe averlo commesso è con molta probabilità ormai deceduto.
L’Entomologia forense è la branca dell’Entomologia che si occupa di studiare gli insetti e altri artropodi (per esempio gli acari) in contesti di tipo legale, i quali spaziano dalle infestazioni degli alimenti fino ai crimini violenti, dall’ambito civile a quello penale.
In questo articolo ci concentreremo sull’utilizzo dell’Entomologia forense nell’ambito criminalistico.
Nei casi di omicidio, gli insetti sono considerati dei veri e propri elementi della scena del crimine e, una volta portate le informazioni a loro inerenti in tribunale, questi possono diventare delle prove.
Dal primo caso risolto con gli insetti al giorno d’oggi: storia dell’Entomologia forense
Il primo utilizzo degli insetti nella risoluzione di un crimine risale al XIII secolo ed è descritto dall’avvocato cinese e investigatore Sung Tzŭ nel libro di testo medico-legale Hsi yuán chi lu. Si trattava di un caso di accoltellamento avvenuto nei pressi di una risaia. Il giorno dopo l’omicidio, l’investigatore chiese a tutti i contadini di posare in terra il proprio falcetto: su uno degli strumenti erano presenti delle tracce invisibili di sangue che attirarono delle mosche. In questo modo venne svelata l’identità dell’assassino.

Nel 1668 un italiano, Francesco Redi dimostrò che le larve non si sviluppavano direttamente dalla carne, come erroneamente si pensava, ma nascevano da uova deposte dalle mosche: questa scoperta fu alla base dei successivi studi sui cicli vitali degli insetti necrofagi, ovvero gli insetti che si nutrono degli organismi morti in decomposizione.
A fine ‘800 nacque l’Entomologia forense moderna durante le esumazioni di massa in Germania e Francia. In questa occasione, Reinhard e Hofmann documentarono le specie di insetti presenti sui cadaveri. Nel 1984, il medico veterinario francese Jean Pierre Mégnin introdusse il concetto di ondate di colonizzazione dei cadaveri da parte degli insetti: questa successione rimane tuttora valida.
Dopo un secolo di studi e sviluppi di metodi scientifici per l’applicazione della disciplina, l’Entomologia forense divenne negli anni 2000 una disciplina riconosciuta e utilizzata in diversi campi, come la medicina legale e l’ecologia.
L’Entomologo forense è un professionista laureato solitamente in Biologia o Scienze Naturali e specializzato nel campo entomologico. Egli può applicare le sue conoscenze al servizio della Legge operando come CTU, il consulente tecnico d’ufficio, per la procura, o come consulente di parte per la difesa.
Quando si utilizzano gli insetti?
Quando si ha a che fare con un cadavere, è importante effettuare una stima del PMI (dall’inglese Post Mortem Interval), ovvero il tempo trascorso tra la morte e il ritrovamento del corpo. Entro le prime 72 ore dal decesso, il medico legale può effettuare l’autopsia con una certa efficacia, stimando il PMI utilizzando diversi parametri come la temperatura corporea, le macchie ipostatiche e la rigidità, che insieme vanno a formare la cosiddetta triade della morte: Algor, Livor e Rigor mortis.
Ma dopo questo intervallo di tempo? La stima basata sui parametri sopra descritti diviene inaffidabile ed entrano in gioco altre discipline, tra le quali spicca l’Entomologia forense.

Gli insetti e il Post-mortem
Durante la decomposizione, il corpo attraversa diverse fasi e diviene un vero e proprio ecosistema, in grado di attirare diverse specie di artropodi grazie alla liberazione di composti organici volatili.
Da un punto di vista ecologico, gli insetti di interesse dell’Entomologia forense si dividono in quattro gruppi:
- Necrofagi, come mosche e coleotteri, che si nutrono del cadavere e depongono le uova negli orifizi naturali e nelle ferite.
- Predatori, che si nutrono dei necrofagi.
- Onnivori, come vespe, formiche e alcuni coleotteri, sono un misto tra necrofagi e predatori.
- Oppurtunisti, che usano il corpo come un’estensione del loro habitat.
Secondo Mégnin, che sviluppò il concetto di ondate di colonizzazione, alla base dell’Entomologia forense, il cadavere viene raggiunto da differenti gruppi di insetti con tempistiche e modalità diverse. Tra i fattori che incidono abbiamo l’esposizione del corpo, la sua localizzazione e l’accessibilità, la presenza o meno di vestiti o elementi a coprire il corpo, la temperatura e l’umidità; anche la presenza o meno di ossigeno può diventare un fattore limitante, così come le eventuali precipitazioni. In ambiente aperto, le ondate di colonizzazione sono otto e vi è grande biodiversità. In un corpo sottoterra invece, le ondate sono di solito quattro e la varietà di specie è ridotta.
I testimoni silenziosi: quando l’Entomologia forense diventa la chiave di volta
Lo sviluppo degli insetti è temperatura-dipendente e specie-specifico. Ogni specie può essere trovata in determinati ambienti e in una stagione specifica; le diverse specie hanno una temperatura minima di sviluppo, al di sotto della quale non può avvenire la crescita, e la velocità dello sviluppo è proporzionale alla temperatura: questo perché gli insetti sono animali ectotermi, ovvero a sangue freddo, e quindi regolano la loro attività e il loro metabolismo in funzione della temperatura esterna. Tramite l’Entomologia forense è quindi possibile stimare il mPMI, ovvero il tempo minimo intercorso tra il momento della morte e il ritrovamento. Si parla di tempo minimo in quanto gli insetti impiegano del tempo per trovare il corpo. La stima si ottiene basandosi sugli stadi del ciclo vitale degli insetti rinvenuti (uova, larve, pupari o adulti), sulle loro caratteristiche fenologiche e sulla temperatura del sito di rinvenimento.
Ma non solo: in base agli individui che vengono rinvenuti sul cadavere, l’Entomologia forense ci permette di capire se il corpo è stato spostato dal luogo del ritrovamento o se il luogo della morte corrisponde al sito di rinvenimento, questo perché ogni specie è caratteristica di un ambiente.
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Bibliografia:
A brief history of forensic entomology - Mark Benecke (International Forensic Research & Consulting, Postfach 250411, 50520 Cologne, Germany) da Elsevier.
