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Maya Vetri: “Per me fare politica significa stare scomoda, combattere per rendere questo mondo un posto accogliente!”

Oggi incontriamo Maya Vetri , della lista Sinistra Civica Ecologista candidata consigliera al Municipio VIII per Amedeo Ciaccheri presidente.

Maya, giovane donna, attivista, progettista sociale e culturale, è da sempre impegnata sul territorio al servizio della collettività ma si è sempre distinta nel farlo oltre che con l’attivismo pratico al servizio dei meno fortunati anche con innovazione e creatività.

Maya Vetri infatti ha ideato un album di figurine che si è rivelato una potente arma di racconto per illustrare i percorsi di alcune donne capaci di cambiare la storia.

L’album di figurine dal nome “All’attacco! storie da collezionare“, realizzato in collaborazione con il collettivo femminista “Una volta per tutte”, contiene le biografie di 30 donne che hanno cambiato il mondo con il loro esempio e sono state illustrate da oltre 10 tra illustratrici ed illustratori.

Ciascuna storia propone un modello, una giusta causa per cui battersi.

L’album ha visto 3 ristampe per un totale di 3000 copie distribuite, persino all’estero.

Il ricavato delle donazioni è stato devoluto a “diamo Lucha alla città” il comitato sorto in difesa dell’esperienza della Casa delle donne Lucha y Siesta.

Maya Vetri, lista Sinistra Civica Ecologista, candidata consigliera al Municipio VIII per Amedeo Ciaccheri presidente

Ciao Maya come e dove inizia la tua passione per la politica e cosa significa per te fare politica?
«La passione politica nasce ai tempi del Liceo quando abbiamo fondato un collettivo politico e da li c’è stato l’incontro con il centro sociale La strada.

I membri sono venuti alla nostra prima occupazione a raccontarci le esperienze Zapatiste, grazie alle quali ho capito l’importanza di coniugare gli aspetti della pratica attiva e quotidiana con la resistenza e con le pratiche di buon governo.»

Per me fare politica significa stare scomoda, cercare soluzioni, coniugando esigenze ed idee innovative e creative per produrre comunità.

Combattere per rendere questo mondo un posto accogliente.

Sei stata sempre attiva nel tuo territorio sia sul sociale, con particolare attenzione a chi vive ai margini, sia sul culturale partecipando all’organizzazione di importanti eventi culturali; come è possibile e come avviene la coniugazione del sociale e del culturale su un territorio dal tuo punto vista?
«Ho avuto la fortuna di entrare in contatto con uno spazio che inizialmente era soltanto un giardino incolto e che nel tempo si è trasformato in Casetta Rossa.

Un luogo ospitale che raccoglie al suo interno vari gruppi e varie realtà le quali si prendono cura di ciò che hanno intorno: dalla gestione del verde pubblico, alle attività per i più piccoli e al supporto delle persone che si trovano condizione di disagio economico.

Tutto questo si coniuga cercando di rendere “sistema” quello che questa realtà produce, dal progetto “il pasto sospeso” che offre la possibilità di offrire un pasto caldo ma anche di poter frequentare attività culturali, come gruppi di lettura, presentazione di libri, laboratori di panificazione, corsi d’italiano.»

La sopravvivenza non basta, bisogna rivolgere l’attenzione anche alla qualità della vita.

Le persone non sono solo da sfamare e collocare quando lo stato è assente ma sono esseri umani le cui vite vanno curate.

Tu attraversi l’VIII municipio e partecipi alla vita della comunità di un territorio molto variegato, Garbatella che è un quartiere ricco e ultimamente attraversato da set cinematografici e teatri ma anche di spazi con più criticità. Come pensi di svolgere il tuo contributo politico su questo territorio che rappresenta una piccola Roma con il centro e la periferia?
«Garbatella è un quartiere che mantiene il suo aspetto popolare sebbene nel tempo si sia avvicinata dal punto di vista di offerta culturale ai quartieri centrali.

Io penso che si possa ripartire da alcuni progetti per la riqualificazione di aree verdi e l’affidamento alle associazioni, alla comunità che vive il territorio.

Penso che i mercati siano luoghi che possano vivere in tutte le ore del giorno e serali anche di eventi culturali, teatrali ed arricchirsi anche di servizi come baby sitting e doposcuola.

Gli spazi andrebbero gestiti in modalità multifunzionale.

Le istituzioni dovrebbero mettere degli sportelli specifici per l’affidamento della gestione degli spazi pubblici, questo è un tema a noi molto caro perché di solito le istituzioni di prossimità sono quelle che i cittadini sentono più vicine e alle quali si possono rivolgere se si vogliono prendere cura del loro territorio: un ribaltamento della concezione di istituzione in un’ottica di scambio.»

Roma sta soffrendo, è sporca, la criminalità è in aumento e in moltissimi soffrono il problema abitativo con affitti troppo alti e servizi degradati. Molte famiglie si stanno spostando un po’ fuori dalla città. Cosa sarà di Roma e cosa pensi sia giusto fare per renderla più vivibile e inclusiva?
«Roma soffre di diverse problematiche: trasporti, gestione dei rifiuti ma c’è tutta una parte relativa all’emergenza sociale che andrebbe affrontata in maniera più capillare.

Mi riferisco ad esempio all’assegnazione dei bonus che non sono stati mai elargiti, all’assegnazione delle case popolari, alle graduatorie che non scorrono, ai luoghi abbandonati che non vengono recuperati e riofferti alla cittadinanza e mi riferisco ad una serie di attività che potrebbero essere messe a disposizione come l’affido culturale per le famiglie che si trovano in difficoltà, l’acquisizione da parte del comune di luoghi abbandonati per renderli degli spazi dove le persone possono lavorare gratuitamente.

I parchi possono diventare luoghi di aggregazione ad esempio offrendo la connessione wi-fi libera per renderli anche spazi dover poter lavorare, studiare e seguire i propri figli mentre si trovano all’aperto.

C’è tutta la questione dell’infanzia: gli asili nido sono pochi e quasi tutti a pagamento, è importante favorire buone pratiche in modo continuativo e soprattutto retribuite.

C’è tutta la parte che riguarda lo spreco di cibo che potrebbe essere recuperato e destinato tramite la vendita e la trasformazione a scopi sociali.

La mobilità sostenibile altro aspetto importante che già esiste è tutta in mano a privati, bisognerebbe far si che la centralità del pubblico torni a coprire un ruolo centrale.

I cittadini ci guadagnerebbero anche in salute perché gli spostamenti a Roma sottraggono tempo alla famiglia, al piacere e al tempo libero.»

Maya Vetri, lista Sinistra Civica Ecologista, candidata consigliera al Municipio VIII per Amedeo Ciaccheri presidente

In questa campagna elettorale romana molte candidate sono proprio donne: perché, secondo te, il contributo femminile è così importante per cambiare Roma?
«La questione della donne in politica è una questione antica…

Fortunatamente ci sono segnali di miglioramento ma sono sempre le donne che devono compiere uno sforzo doppio per poter emergere.

I numeri che riguardano la percentuale delle donne all’interno degli uffici e delle loro retribuzioni parlano chiaro, c’è un palese segno di discrimine dei loro confronti.

Credo che più che parlare di donne sia necessario sempre più parlare di femminismo cioè di una trasversalità.

La necessità di riportare un’ottica di genere in tutto, dal linguaggio, alle politiche del lavoro, alle politiche culturali partendo dalle scuole, dalle comunità per restituire un’immagine corretta legata al mondo del femminile soprattutto nell’ambito della formazione.

Tante candidate donne oggi sono un successo ma c’è ancora molta strada da fare per riequilibrare le presenze femminili nel cosmo della politica.»

Roma ha ancora speranze?
«Credo che soprattutto durante la pandemia ci sia stata un’energica dimostrazione di solidarietà e presenza di cittadine/i e gruppi organizzati: questo ha aumentato la mia fiducia verso l’importanza del contesto collettivo, dico con certezza che sono ottimista.»

Se avessi una bacchetta magica che ti permettesse di cambiare radicalmente tre aspetti di Roma cosa faresti?
«Ripartirei dai territori: restituire il potere alla cittadinanza, il potere alla cultura e al turismo valorizzando tutti gli aspetti che ruotano intorno al panorama artistico di Roma.

Potenzierei le aree verdi per renderle dei luoghi accessibili, fruibili, inclusivi, senza barriere fisiche, culturali, linguistiche. Isole verdi dove le persone possano sentirsi accolte e vivere in un contesto di qualità per studiare, lavorare, divertirsi.

Tutto per me si riassume in un verbo, il segreto sta nell’aprire e non nel chiudere, con tutte le difficoltà, assumendosi le responsabilità; aprire spazi, creare opportunità, occasioni di relazione tra le persone per tutte le età, per tutti i contesti, senza barriere.

Lavoro, sport, cultura, ambiente, tutti aspetti che devono concorrere per migliorare la vita delle persone.»

Cover Photo by Merakist on Unsplash

Alessandra Magrini
Siamo tutte stelle e meritiamo di brillare. Ho camminato, osservato, vissuto già diecimila secoli e mille vite... Qualcuna è arrivata anche qua.

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