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Tempo di lettura: 5 minuti

In questi giorni la città di Milano è in fermento. Camminando per le vie del centro si respira un’aria nuova, ancor più internazionale e vivace: visitatori e turisti giungono da ogni parte del mondo per partecipare agli eventi della Milano Fashion Week 2024-25 (17-23 Settembre 2024), la Settimana della Moda milanese, che ogni anno riserva un calendario di proposte talmente cool da perdere il fiato.

Accanto alle sfilate scintillanti ed esclusive dei grandi big della moda, accessibili solo su invito personale, si apre un portafoglio variegato di mostre ed eventi dedicati al mondo dell’arte aperti al pubblico.

Se avete voglia di sperimentare i vostri sensi, di appagare la vista perdendo il vostro sguardo in meravigliose proiezioni di luce mentre il pensiero vola via libero sulle note dei violini di Vivaldi, Enlightenment è l’evento giusto per voi.

To Enlight: Illuminare

To Enlight, lo dice lo stesso verbo inglese, vuol dire illuminare: illuminare non solo le pareti dell’edificio della casa cardinale Ildefonso Schuster che ospita la proiezione, ma anche la nostra anima, creando connessioni sinaptiche nuove e arricchendola di emozioni.

Senza dimenticare che la radice del verbo to enlight si ritrova anche in The Age of the Enlightenment, ossia l’Era dell’Illuminismo, il movimento filosofico e culturale che nacque in Europa nel XVIII secolo, che vedeva la ragione, la conoscenza, l’esperienza e la libertà individuale come valori cardine dell’umanità. 

«L’Illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l’incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stesso è questa minorità, se la causa di essa non dipende da difetto d'intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! È questo il motto dell’Illuminismo!», Immanuel Kant, Risposta alla domanda: che cos’è l’Illuminismo?, 1784.

La Casa Cardinale Ildefonso Schuster

In Via Sant'Antonio 5, a pochi passi dal Duomo di Milano, è presente una dimora storica, la Casa Cardinale Ildefonso Schuster. Si pensa che le origini dell’edificio risalgano al 1232, quando venne creato un centro di cura gestito dall’Ordine di Sant’Antonio per i malati affetti dal Fuoco di Sant’Antonio. 

Nei secoli il complesso storico ha vissuto una serie di cambiamenti: dalle ristrutturazioni delle famiglie Trivulzio e Landriani, all'arrivo dei chierici Teatini di Santa Maria, quando la Casa divenne un luogo di cultura ed educazione ospitando una scuola e un’ Accademia (l’Accademia dei Faticosi), dedicata allo studio della filosofia di Aristotele.

Dopo la soppressione dell’edificio da parte di Napoleone nel 1978, la casa passò da magazzino militare a carcere per i cittadini milanesi repubblicani.

Solo nel 1935 la Casa, grazie all’arcivescovo Ildefonso Schuster che spinse la Chiesa a riacquistarla, ritornò ad essere centro di educazione, cultura e religione.

Mapping 3D e alta tecnologia

Entrando nel Salone Pio XII, vi aspettano numerose file di poltrone con accoglienti e morbidi cuscini blu su cui poggiare la testa per tenere il vostro naso all’insù, rivolto verso il soffitto che si animerà di colori.

La meravigliosa esperienza sensoriale è stata prodotta da Projektil, un collettivo di artisti di Zurigo di successo internazionale in collaborazione con Fever.

La proiezione è stata possibile grazie ad attrezzature di alta qualità posizionate sulle balconate del salone, fornite da Eonarium, azienda che installa numerosi proiettori ad alta performance su qualsiasi struttura, forma e parete, all’interno di edifici storici, facendo risplendere i monumenti di una luce completamente nuova.

La pareti e il soffitto del palazzo con le loro proporzioni sono stati studiati in modo da accogliere alla perfezione le proiezioni dello spettacolo con un Mapping 3D studiato ad arte.

Lo spettacolo di luce avvolge lo spettatore già dai primi secondi, iniziando dall’Atto primo.

Atto primo: Primavera

Musica: Le Quattro Stagioni “La primavera-Spring”

Composizione: Antonio Vivaldi

Arrangiamento e Adattamento: Silvio Buchmeier

Lo spettacolo si apre con enormi fiori colorati e verdi foglie che danzano sulle note de Le Quattro Stagioni: La Primavera, di Antonio Vivaldi.

I tre movimenti di cui si compone la Primavera di Vivaldi descrivono tre momenti della stagione: il canto degli uccelli (allegro), il riposo del pastore con il suo cane (largo) e la danza finale (allegro). Il violino solista rappresenta un pastore addormentato, i violini restanti le foglie e il loro fruscio.

Atto secondo: Estate

Musica: Le Quattro Stagioni “L’Estate-Summer”

Composizione: Antonio Vivaldi

Arrangiamento e Adattamento: Silvio Buchmeier

La proiezione dell’Estate si caratterizza per la presenza di questa enorme palla arancione infuocata e luminosa, con attorno nuvolette sfumate a simboleggiare il sole e i suoi caldi vapori.

Le prime note de l’Estate, di Antonio Vivaldi, ricordano la fiacchezza e la lentezza del caldo estivo. Accordi che rimandano al canto del cucco, della tortorella e del cardellino. Poi, giunge il violino principale a simboleggiare il ronzio disturbante delle mosche, arrivato a disturbare la calma del riposo.

Infine progressioni armoniche che insinuano lo scatenarsi del vento.

Atto terzo: Autunno

Musica: Le Quattro Stagioni “L’Autunno-Autumn”

Composizione: Antonio Vivaldi

Arrangiamento e Adattamento: Silvio Buchmeier

Il soffitto si tinge di un color vinaccia: sfumature color coccio si intersecano a figure verdognole, a simboleggiare l’arrivo dell’Autunno e dei suoi caldi colori. La composizione musicale de l’Autunno di Vivaldi si caratterizza per la contrapposizione tra l’Allegro iniziale e l’Adagio finale a voler rappresentare, secondo la volontà del compositore, l’iniziale ballo e canto dei villanelli e la finale descrizione degli effetti del vino.

Atto quarto: Inverno

Musica: Le Quattro Stagioni “L’Inverno-Winter”

Composizione: Antonio Vivaldi

Arrangiamento e Adattamento: Silvio Buchmeier

Lo sguardo viene catapultato in un vortice di sfumature granulari che vanno dal profondo blu, al celeste fino ad un etereo e tenue azzurro, in un intersecarsi di figure che ricordano la brina e i cristalli di ghiaccio.

Vivaldi, con brevi note ribattute e un pizzicare di violini, vuole comunicare la sensazione di gelo, di solitudine e disperazione che porta con sé l'Inverno.

Atto quinto: Samsara

Musica: Cicli del Samsara

Composizione: Silvio Buchmeier

Dopo la vision eterea e pura dell’inverno il soffitto all’improvviso si tinge di un profondo blu notte e al suo interno comincia una sfrenata danza di cristalli colorati che si inseguono in un tam tam di spinte e di vortici, dove vengono risucchiati e poi rilasciati, in una dimensione senza tempo.

Samsara è un concetto proveniente dalle culture induista, buddista e giainista. Qui gli autori vogliono descrivere l’infinito ciclo di sofferenze e rinascite in cui le anime sono intrappolate. L’obiettivo dell’essere umano è quello di sfuggire a tale ciclo illusorio e raggiungere l’Illuminazione (Nirvana).

Atto sesto: Nirvana

Musica: Nirvana Pulses/Roots

Composizione: Silvio Buchmeier

Infine lo spettatore trova davanti ai suoi occhi uno sfondo color gesso ove inizia una danza: un vortice dalle spirali coloratissime porta con sé piccole sfere bianche in movimento. Come la vita rinasce dopo l’inverno, i cicli di vita e rinascita si susseguono, simboleggiando il rinnovamento e la continuità perpetua.

Il Nirvana è considerato la liberazione dal Samsara. È uno stato di pace, di libertà e di illuminazione che libera l’anima dai suoi legami col mondo. Il Nirvana è la liberazione finale dal dolore e dalla sofferenza.

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