Come il cervello si adatta alla maternità, un nuovo studio ci fornisce informazioni su come la nostra materia grigia si riorganizza durante la gravidanza.
Nessuno meglio di chi scrive queste righe ha recentemente appreso come durante la gravidanza il corpo umano subisca profondi cambiamenti fisiologici. Il cervello non fa eccezione.
Anche se circa 140 milioni di donne all'anno sperimentano quotidianamente tali trasformazioni, la cosiddetta “medicina di genere” è ben lontana da essere preponderante nella ricerca.
Per la prima volta una mappa completa del cervello in gravidanza
Per la prima volta, uno studio pubblicato su Nature da neuroscienziate e neuroscienziati statunitensi ha fornito una mappa completa di questi cambiamenti a livello cerebrale, attraverso foto dell'encefalo in risonanza magnetica effettuate prima, durante e dopo (fino a 2 anni del bambino) la gravidanza.
I ricercatori dell´Università della California hanno osservato una riduzione diffusa della materia grigia (ovvero il tessuto cerebrale che comprende i corpi dei neuroni) durante la gestazione. Questo fenomeno che, a prima vista potrebbe sembrare negativo, in realtà potrebbe invece riflettere un riadattamento del cervello in preparazione alla maternità.
Il cervello materno: un'architettura in continua evoluzione
Parallelamente, negli ultimi due trimestri di gravidanza, si è registrato un aumento della connettività della materia bianca, una componente essenziale del cervello che permette una comunicazione efficiente tra le diverse aree, paragonabile come la rete stradale che collega le varie parti della nostra “città cerebrale”. Tale incremento suggerisce un miglioramento nell'efficienza delle comunicazioni neuronali.
Si può paragonare questo fenomeno a quello di un architetto che ristruttura un edificio: abbattendo alcuni muri e riorganizzando gli spazi interni, si crea un ambiente più funzionale e accogliente. Nel cervello, la rimozione di alcune parti e la creazione di nuove connessioni permettono una gestione più efficiente e organizzata.
La plasticità del cervello, ovvero la sua capacità di modificarsi in risposta all'esperienza, è ormai un concetto ben consolidato nelle neuroscienze. Il cervello è in realtà cablato in modo “soft”, ovvero non è un monolite uguale dalla nascita alla morte. Al contrario, è plastico e malleabile e subisce cambiamenti significativi man mano che impariamo e invecchiamo.
Tuttavia, l'influenza degli ormoni sessuali sui cambiamenti cerebrali, in particolare durante la gravidanza, è un campo di ricerca ancora relativamente nuovo. Ad oggi, infatti, appena il 2 percento degli studi di neuroimaging menziona gli ormoni sessuali, nonostante i pochi articoli pubblicati suggeriscano un'associazione statisticamente significativa tra steroidi sessuali e cambiamenti nel cervello.
La risonanza magnetica descrive i cambiamenti del cervello
Altri studi precedenti avevano già evidenziato una correlazione tra gli ormoni femminili e alcune modificazioni strutturali e funzionali del cervello, sia durante le mestruazioni che durante la gravidanza, e la riduzione della materia grigia nelle neomamme era già stata indagata nel 2017, ma questa ultima ricerca offre un quadro più dettagliato e completo di questo processo.
Le ricercatrici e i ricercatori hanno seguito il caso di una donna di 38 anni, che non aveva mai avuto figli in precedenza e che si era sottoposta alla fecondazione in vitro (FIV) per ottenere una gravidanza.
La donna è stata sottoposta a 26 scansioni di risonanza magnetica (MRI) in totale: quattro nelle tre settimane precedenti al concepimento, multiple nel primo, secondo e terzo trimestre, sette nei due anni successivi al parto. Le ricercatrici e i ricercatori hanno anche prelevato campioni di sangue nella stessa finestra temporale.
Durante la gravidanza, oltre l'80% delle regioni cerebrali esaminate ha mostrato riduzioni della materia grigia di circa il 4% in media, sebbene tutto sia tornato alla normalità alla fine della gravidanza.
Si tratta più o meno della stessa entità di cambiamento osservabile durante un evento rilevante come quello della pubertà.
Un primo passo: la ricerca mente materna è solo all'inizio
Non si sa come questi cambiamenti cerebrali siano correlati ai cambiamenti comportamentali, perché i pochi studi relativi a questo tema in letteratura sono stati eseguiti quasi tutti solo su modelli animali e la maggior parte di questi sono condotti su cervelli maschili.
Per il poco che sappiamo, nelle topoline gravide, alcuni studi hanno scoperto che un aumento di estrogeni e progesterone riprogramma i circuiti cerebrali come l'ipotalamo, il che aumenta la sensibilità della madre agli odori e ai suoni dei suoi cuccioli appena nati.
Forse qualcosa di simile accade negli esseri umani, anche se la nostra fisiologia è più complessa e i risultati ottenuti nei topi potrebbero non essere pertinenti.
È importante sottolineare, quindi, che i risultati ottenuti in questo studio si basano su un singolo caso e che sono necessarie ulteriori ricerche per generalizzare i risultati e comprendere appieno le implicazioni di questi cambiamenti cerebrali per la salute mentale materna e per lo sviluppo del bambino.
Anche se siamo solo agli inizi, finalmente, la ricerca scientifica sta accordando l'attenzione che merita alla salute femminile, con un focus particolare sulla gravidanza.
Questo rappresenta un passo fondamentale verso una comprensione più profonda dei meccanismi che regolano i cambiamenti corporei e cerebrali durante questo periodo.
