Altri risultati...

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
post

Tempo di lettura: 3 minuti

Scienza

Troppo o troppo poco sonno? Accelera l’invecchiamento di cervello, cuore e polmoni

Un nuovo studio pubblicato su Nature condotto su mezzo milione di persone rivela che dormire meno di 6 ore o più di 8 ore accelera l’invecchiamento di cervello, cuore, polmoni e sistema immunitario. La finestra di sonno associata a un invecchiamento più lento e a minori rischi di malattie si colloca tra 6,4 e 7,8 ore a notte. L’analisi degli “orologi biologici” organo-specifici mostra una relazione a U tra durata del sonno e età biologica, con implicazioni concrete per la longevità e la prevenzione.


Antonella D'Amato
Antonella D'Amato

Redattrice senior

Tempo di lettura: 3 minuti

Dormire poche ore fa male, lo sappiamo. Ma dormire troppo potrebbe essere altrettanto dannoso. Una vasta ricerca della Columbia University pubblicata su Nature ha analizzato i dati di circa 500.000 persone del Regno Unito, concludendo che sia il sonno breve (meno di 6 ore) sia quello lungo (oltre 8 ore) sono associati a un invecchiamento biologico più rapido di quasi tutti gli organi del corpo, in particolare cervello, cuore, polmoni e sistema immunitario.

Lo studio introduce anche una finestra di sonno “ottimale” per la salute a lungo termine: tra 6,4 e 7,8 ore a notte.

La ricerca: un milione di dati e orologi biologici multi-organo

Le ricercatrici e i ricercatori hanno utilizzato i dati del UK Biobank, combinando la durata del sonno auto-riferita con i cosiddetti orologi di invecchiamento biologico (biological aging clock). Questi strumenti misurano l’età fisiologica di 23 diversi sistemi e organi, anziché quella cronologica.

In particolare, hanno calcolato il biological age gap (BAG) – la differenza tra età biologica ed età anagrafica – per ciascun organo. Precedenti studi hanno dimostrato che i BAG hanno un alto valore predittivo per malattie, declino cognitivo e mortalità.

Una relazione “a U” tra sonno e invecchiamento

I dati hanno rivelato un andamento sistematico a forma di U per la maggior parte dei sistemi corporei: sia dormire poco sia dormire troppo sposta l’età biologica in avanti rispetto a quella cronologica.
Il punto più basso della curva (ossia il massimo beneficio per la salute) si trova tra 6,4 e 7,8 ore. Questo intervallo varia leggermente in base all’organo e al sesso, ma rimane stabile nella popolazione adulta (età 37–84 anni).

«L’idea che circa 6,4–7,8 ore di sonno siano associate a un invecchiamento biologico più sano rafforza il concetto che il sonno è uno dei fattori modificabili più importanti per la salute a lungo termine», Tunc Tiryaki, fondatore del London Regenerative Institute (non coinvolto nello studio).

Sonno breve e sonno lungo: effetti diversi su corpo e mente

Lo studio non si è limitato a osservare gli orologi biologici, ma ha anche incrociato i dati con malattie e mortalità.

I rischi del dormire troppo poco (<6 ore)

Il sonno insufficiente è risultato associato a:

  • episodi depressivi e ansia;
  • obesità, diabete di tipo 2, ipertensione;
  • cardiopatia ischemica e aritmie;
  • infiammazione sistemica e stress ossidativo.

Secondo la dott.ssa Emer MacSweeney (CEO di Re:Cognition Health): «Dormire troppo poco aumenta gli ormoni dello stress e l’infiammazione, e riduce la capacità del cervello di eliminare i prodotti di scarto attraverso il sistema glinfatico».

I rischi del dormire troppo (>8 ore)

Il sonno lungo è apparso più correlato a effetti neuropsichiatrici e potrebbe essere un marcatore di malattie latenti come:

  • depressione sottostante;
  • infiammazione cronica;
  • disfunzioni metaboliche;
  • neurodegenerazione precoce.

Inoltre, sia la carenza che l'eccesso di sonno sono stati collegati a BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva), asma, gastrite e reflusso gastroesofageo.

L’età biologica come mediatore e il ruolo della genetica

Un aspetto innovativo dello studio è l’uso della randomizzazione mendeliana per escludere la possibilità che siano le malattie a causare alterazioni del sonno (causalità inversa).

Le scienziate e gli scienziati hanno scoperto che:

  • per il sonno troppo lungo, l’invecchiamento biologico (misurato con i BAG) spiega parzialmente l’associazione con la depressione tardiva;
  • per il sonno troppo breve, invece, il legame con la depressione appare più diretto, senza passare attraverso l’invecchiamento d’organo.

Tuttavia, come sottolinea Tunc Tiryaki: «Non si può escludere una relazione bidirezionale, il sonno scarso accelera l’invecchiamento, ma i cambiamenti legati all’età infiammatori e metabolici possono a loro volta peggiorare il sonno».

Consigli pratici: come migliorare la durata del sonno

Lo studio suggerisce che la durata del sonno è determinata in larga parte da fattori ambientali, quindi modificabile. 

Ecco i consigli degli esperti:

  • mantieni un orario di risveglio costante (anche nei weekend) per allineare il ritmo circadiano;
  • evita luci intense, cene pesanti e alcol nelle ore precedenti il sonno;
  • non compensare il sonno perso dormendo molto di più il giorno dopo, rischi di disorientare ulteriormente il tuo orologio interno;
  • gestisci stress e condizioni mediche (ansia, reflusso, apnea notturna) con il supporto di uno specialista.

«L’ottimizzazione del sonno è una delle forme più efficaci di supporto preventivo alla salute», Tunc Tiryaki.

Conclusioni: dormire bene per invecchiare meglio

Lo studio fornisce una delle evidenze più solide finora raccolte su popolazione generale del legame a U tra sonno e invecchiamento multi-organo. Conferma che non esiste una formula unica per tutti, ma la fascia 6,4–7,8 ore rappresenta un obiettivo consigliato per chi desidera ridurre il rischio di malattie croniche e aumentare la longevità in salute.

La ricerca è disponibile pubblicamente sulla piattaforma SleepChart con tutti i dati e i codici, a riprova di un approccio aperto e riproducibile.

Cover Foto di Minnie Zhou su Unsplash.

magnifiercrosschevron-uparrow-leftarrow-right