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Tempo di lettura: 3 minuti

Ma chi ha scoperto le grotte per primo? Per rispondere a questa domanda pensiamo subito alla figura del geologo o dell’archeologo oppure ad un esploratore che casualmente vi è finito all’interno. Non ci viene in mente, invece, che questa nostra “grande scoperta” non è altro che la casa di moltissime specie animali da anni ed anni. 

Umidità, silenzio ed oscurità

Sottoterra, dove non c’è luce, dove vi è una fortissima percentuale di umidità, e vi è un silenzio sonoro, è il posto idilliaco per lo sviluppo e la vita di moltissimi animali.

Non ci credevo prima che me lo dicessero, devo essere sincera, ma nella grotta di Postumia in Slovenia abitano 150 specie diverse. Cioè, quelle che noi abbiamo categorizzato e scoperto, ma chissà quante altre ve ne sono all’oscuro dalla nostra conoscenza. 

L’anatomia, la fisiologia che contraddistingue questi animali è straordinaria e permette loro di sopravvivere completamente in assenza di luce. Ed ancora una volta, la natura sorprende. 

La salamadra cieca (Eurycea officinalis)

Per esempio, in queste grotte ho avuto la fortuna di osservare la salamandra cieca (Eurycea officinalis). Possono trovarsi, oltre che nelle grotte in Slovenia, anche in Croazia, Italia e Bosnia. Questo animale possiede ancora branchie esterne che sporgono a livello della gola e servono per assorbire ossigeno dall’acqua circostante.

Pochissime specie animali vantano ancora branchie esterne perché, per la troppa fragilità, col tempo si sono evolute internamente. La salamandra possiede anche dei polmoni rudimentali. Inoltre, come suggerisce il nome, i suoi occhi sono sottosviluppati e ricoperti di pelle; vive in totale oscurità e la sua pelle è priva di pigmentazioni, il che le conferisce un colore bianco traslucido. Ecco che tutti gli organi nella zona addominale sono visibili. 

Non va incontro a metamorfosi, infatti mantiene le sue caratteristiche larvali anche nello stato adulto; solamente dopo quattro mesi, una giovane salamandra raggiunge il suo aspetto definitivo.

Nonostante la cecità, questo animale è un predatore attivo, attentissimo ai cambiamenti di pressione dell’acqua causati dallo spostamento di altri animali. Ciò gli permette di cacciare piccole lumache, gamberetti, altri invertebrati acquatici. Ma non è finita qui, in quanto la sua caratteristica più assurda ed inimmaginabile è che questo animale può sopravvivere senza mangiare per 10 anni

Il coleottero delle caverne (Leptodirus hochenwartii)

Quello che balena subito alla mente pensando a specie che possono vivere nelle grotte sono ovviamente pipistrelli e ragni. Per esempio, il ragno “granchio gigante” (Sinopoda Securium), il primo ragno cacciatore registrato ad essere completamente cieco. Vive nelle caverne del Laos ed è stato scoperto da pochissimi anni. 

Oltre ai pipistrelli e a centinaia di ragni differenti, un’altra specie intrigante è il coleottero delle caverne (Leptodirus hochenwartii). Vivendo nella oscurità totale, non potrebbe sopravvivere al di fuori di questo habitat in cui la temperatura non supera i 12°C. Si nutre di materiale organico proveniente da animali morti in grotta, oppure grazie all’acqua che insidiandosi all’interno di questi luoghi può contenere escrementi di animali.  

Non possiede né occhi né ali, ha zampe e antenne allungate, ed è totalmente depigmentato. Al vertice delle antenne possiede un organo specifico chiamato organo di Hamann che consente all’animale di percepire il grado di umidità presente nell’aria. 

Pseudoscoprione (Tartarocreagris texana)

Avete mai visto uno scorpione senza coda e pungiglioni? Nelle grotte sono presenti anche questi pseudoscorpioni che appunto non presentano nessuna delle due caratteristiche riconoscibili in questa specie.

Si sono adattati a questi ambienti oscuri; per esempio, posseggono dei peli sensoriali che utilizzano per cacciare al buio, aiutati da due piccole chele utilizzate per prendere ed imprigionare la preda. Sono, ormai come abbiamo visto in tutte le specie citate, senza occhi e senza pigmento. 

Una vita differente

È strano pensare alla quantità di vita che si estende sotto ai nostri piedi… Soprattutto perché quando visitiamo questi posti magici, non ce ne rendiamo conto per l’assenza apparente di organismi. Dall’altra parte però è normale che questi animali preferiscano vivere all’oscurità e lontano dal rumore e da quelle luci che illuminano le stalagmiti dalle forme più assurde e molto spesso spiritose per intrattenere il pubblico. 

Il mio invito, perciò, è quello di portare rispetto entrando in questi luoghi e provare ad immaginare ad una vita diversa dalla nostra, più silenziosa e nera, letteralmente nera.

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