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Tempo di lettura: 2 minuti

Willis (Lance Henriksen), uomo di altri tempi, è costretto a lasciare la fattoria dove vive per trasferirsi a casa di suo figlio John (Viggo Mortensen) che vive con il suo compagno Eric (Terry Chen) e la loro figlia Mónica (Gabby Velis) in California, lontano dalla tradizionale vita rurale a cui Willis è abituato.

Ma, il ritorno alla convivenza tra genitori e figli sarà complicato. L’irruento carattere di Willis si scontrerà con la vita di John, e i momenti di confronto tra padre e figlio risolvono anni di incomprensioni e riaccendono il calore di un rapporto per troppo tempo intiepidito.

Falling, ispirato dal rapporto dell'attore newyorchese con i suoi genitori, è una parabola sull'incomunicabilità fra generazioni, un affresco di un distacco emotivo impossibile da annullare. Nell'opera prima di Mortensen non c'è spazio per riconciliazioni posticce o riflessioni artefatte su possibili finali consolatori: il lieto fine, che pure non c'è, semmai, può essere costituito dall'accettazione, dalla presa di coscienza che così stanno le cose e così resteranno fino alla fine dei giorni.

Presentato al Sundance film festival, poi nell’edizione “fantasma” del Festival di Cannes, quella della pandemia, Falling. Storia di un padre è il primo film da regista di Viggo Mortensen.
Un uomo che, dopo aver interpretato Aragorn nella trilogia del Signore degli Anelli, poteva continuare a sfruttare l’onda lunga di un successo planetario da attore, puntando a essere semplicemente bello & sexy per sempre. E invece, ha cercato sempre strade non banali, quando non impervie e rischiose: quattro film con David Cronenberg (che in Falling gli concede un cameo da attore) o progetti coraggiosi come Captain Fantastic, in cui interpreta un padre hippie, ecologico e “chomskiano”, con una pletora di figli che crescono colti e selvaggi e vivono in un bus.

Parla sei lingue, dal danese all’arabo, passando per l’italiano. Dipinge, è un apprezzato fotografo che espone in tutto il mondo. E di questo film è, oltre che regista, anche sceneggiatore, produttore, interprete (“solo per garantire i finanziamenti al film”, sottolinea) e autore della colonna sonora.

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