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Una nuova teoria unificatrice proposta dalle ricercatrici e dai ricercatori dell'Arizona State University potrebbe finalmente spiegare il caos molecolare alla base del morbo di Alzheimer. Secondo lo studio pubblicato sulla rivista Alzheimer's & Dementia, la formazione di granuli di Rna e proteine nelle cellule nervose potrebbe essere la causa principale delle alterazioni molecolari tipiche della malattia.

Il ruolo dei granuli di Rna e proteine

I granuli di Rna e proteine sono aggregati molecolari che si formano in risposta a condizioni di stress cellulare. Normalmente, questi granuli aiutano le cellule a sopravvivere in situazioni difficili, ma quando il processo diventa cronico, possono causare seri problemi. In particolare, le ricercatrici e i ricercatori hanno osservato che la formazione cronica di questi granuli può bloccare il trasporto di molecole tra il nucleo e il citoplasma, portando a un malfunzionamento dei neuroni.

Dopo aver condotto una revisione sistematica della letteratura sull'origine della malattia di Alzheimer e analisi su dati molecolari di cellule di cervelli con Alzheimer o altre malattie neurodegenerative, il team di neuroscienziate e di neuroscienziati dell'Arizona State University ha individuato un possibile innesco del processo.

Tutto avrebbe inizio dai cosiddetti granuli di stressstrutture che si formano nel citoplasma (cioè la parte della cellula all'interno della membrana cellulare, escluso il nucleo) in risposta allo stress cellulare. 

I granuli di stress, aggregati di RNA e proteine considerati precursori degli aggregati proteici patologici, sono in genere temporanei: proteggono le cellule nei momenti di stress per poi dissolversi. Ma, nella malattia di Alzheimerpersistono fino a diventare cronici.

Standosene nel citoplasma in pianta stabile, ostacolano la strada sulla quale si muovono le molecole da e verso il nucleo, provocando un caos nelle comunicazioni intracellulari.

Questa alterazione di segnale, che avviene in una fase molto precoce della malattia, pregiudica l'espressione genica causando, a cascata, i sintomi che ormai conosciamo.

Conseguenze per i neuroni

Il blocco del trasporto nucleo-citoplasmatico ha effetti devastanti sui neuroni. Questa disfunzione impedisce alle cellule nervose di comunicare efficacemente, portando a una cascata di eventi molecolari che culminano nella degenerazione neuronale e nella perdita di memoria caratteristica dell'Alzheimer.

La teoria proposta dalle ricercatrici e dai ricercatori dell'Arizona State University suggerisce che questo meccanismo potrebbe essere alla base di tutte le alterazioni molecolari osservate nella malattia.

Implicazioni per la ricerca futura

Questa nuova teoria apre la porta a nuove direzioni di ricerca. Se confermata, potrebbe portare allo sviluppo di terapie mirate a prevenire o invertire la formazione cronica di granuli di Rna e proteine. Inoltre, potrebbe aiutare a identificare biomarcatori precoci della malattia, permettendo una diagnosi e un intervento precoce.

Conclusione

La scoperta delle ricercatrici e dei ricercatori dell'Arizona State University rappresenta un passo avanti significativo nella comprensione del morbo di Alzheimer.

Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per confermare questa teoria, la possibilità di una causa unificatrice offre nuove speranze per il futuro della diagnosi e del trattamento di questa devastante malattia.

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